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Povertà, è emergenza casa: Tursi studia nuove regole per l’assegnazione

Genova. Anche a Genova i dati su povertà e bisogni sono allarmanti: nel 2012 il problema più grosso è la casa, ma non solo. Nel capoluogo ligure 40 mila persone chiedono generi alimentari, mentre tra il 2009 e il 2011, la Caritas registra un incremento di 2 mila nuovi casi di persone che richiedono assistenza.

“Sono dati allarmanti, ma non ci trovano impreparati – spiega Cristina Lodi, presidente della Commissione Welfare a Tursi, convocata due volte in quattro giorni per affrontare con celerità il problema – sapevamo infatti che la ricaduta importante sarebbe arrivata nel 2012”. Prevalentamente, Caritas, le San Vincenzo De’ Paoli, il Banco Alimentare, tutti sottolineano lo stesso il problema: la casa, con situazioni di sfratto anche a canone ridotto. “Le persone non riescono nemmeno più a pagare l’affitto ridotto dell’edilizia popolare – sottolinea la consigliera comunale – per questo, uno dei primi provvedimenti avviato dall’assessore Paola Dameri di concerto con la Commissione, è la modifica del regolamento di assegnazione delle case di edilizia pubblica: a oggi, infatti, l’assegnazione avviene anche per le persone che non hanno reddito, che quindi poi si ritrovano in una condizione di indebitamento. Noi crediamo, invece, che la casa sia un diritto ed è nostro dovere trovare il modo, attraverso attività di sostegno, per evitare l’espulsione dalla casa assegnata a queste persone bisognose”.

Secondo passo: l’apertura di un tavolo sui problemi urgenti dei genovesi. “Il banco alimentare conta 40 mila persone che chiedono generi alimentari, secondo la Caritas c’è un incremento dal 2009 al 2011 di 2 mila nuovi casi che chiedono assistenza”. Una fotografia drammatica a cui si aggiunge l’ulteriore taglio al bilancio varato da Tursi: 36,5 milioni di euro a differena dei 42 del 2011, per altro già insufficienti. Da qui il percorso della Commissione Welfare basato su: sinergia di rete, in modo che tutte le risorse possano essere messe in campo, e azioni concrete come la modifica del regolamento di erogazione contributi e di assegnazione case “che possano aiutare a sostenere le famiglie in questo momento in difficoltà”.

Ma non c’è solo la difficoltà del Comune e la mancanza di risorse: un’ulteriore tegola è arrivata anche da Bruxelles: dal 2014 il Banco Alimentare sarà privato di fondi importanti su cui si basava la maggioranza delle sue attività. “Abbiamo dato massima disponibilità politica con i nostri referenti parlamentari per fare in modo che ciò non accada – ha sottolineato Lodi – il Banco Alimentare, con i suoi 40 mila interventi, è fondamentale, perché permette alle realtà sul territorio di erogare alimenti a chi ne ha bisogno”.

Domani in consiglio comunale Cristina Lodi presenterà anche un’interpellanza urgente per le categorie svantaggiare. “Abbiamo la sensazione che da agosto, a causa dei tagli di bilancio, non potranno più essere erogate le borse lavoro. Con l’interpellanza vogliamo chiedere all’assessore Oddone rassicurazioni che ciò non accada. Sarebbe un duro colpo – conclude Lodi – le persone non riuscirebbero a mantenere più le spese coperte dalle borse, che quindi, a cascata, ricadrebbero sul pubblico e sul servizio assistenziale”.