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Operazione Dragone, sequestrati centri massaggi e case d’appuntamento: sgominata organizzazione cinese

Genova. 50 arresti, 445 denunce e 2750 persone controllate in tutta Italia. Questo è l’esito dell’operazione Dragone, messa in atto dalla polizia per contrastare il diffuso fenomeno della criminalità organizzata cinese. Genova è una delle città in cui l’attività criminale è risultata più radicata e fiorente, tanto che la squadra mobile ha effettuato due arresti e emesso due fermi, mentre sono sette i denunciati, due italiani e cinque cinesi.

L’operazione ha portato anche alla chiusura di un centro massaggi e al sequestro di altri due, insieme a due appartamenti di Sampierdarena e Cornigliano. In ognuno di questi locali veniva svolta attività di prostituzione con ragazze provenienti dalla Cina, principalmente dalla Provincia dello Zhejiang, e attirate in Italia con la falsa promessa di un lavoro regolare.

Le indagini sono iniziate nello scorso mese di marzo e hanno permesso di accertare un sensibile aumento di centri massaggi e di abitazioni private gestite da soggetti dediti allo sfruttamento della prostituzione di donne cinesi, organizzato attraverso “call center” e annunci sui quotidiani, da contattare al fine di indirizzare i clienti verso i vari locali.

“L’operazione è stata messa in atto dalla squadra mobile e dal commissariati sezionali, principalmente quello di Cornigliano, consentendo di individuare alcune attività illecite, ormai gestite in maniera piuttosto complessa dalla criminalità organizzata cinese, dedita principalmente allo sfruttamento della prostituzione – dichiara Fausto Lamparelli, dirigente Squadra Mobile – L’attività ha consentito di sequestrare due centri massaggi e chiuderne un terzo, denunciare 5 cinesi, 2 italiani, effettuare due fermi e due arresti per utilizzo di carte di credito contraffatte”.

Il Centro Paradiso, situato in via Libertà, era gestito dalla 32enne Lin Aie e dal marito Yusheng Hu, 40enne residente a Treviso, città in cui gestiva altri centri che si occupavano del marketing e del reclutamento. Sei le donne che veniva sfruttate e vivevano a casa della proprietaria, effettuando ogni giorno massaggi per soli uomini, con tanto di rapporti sessuali completi. I due gestori hanno cercato di scappare il 20 aprile scorso, ma sono stati arrestati a Ventimiglia e ora sono entrambi ai domiciliari.

Le ragazze guadagnavano circa mille euro al mese e anche se sfruttate non hanno voluto collaborare, forse per troppa paura. Altri due centri sono stati chiusi a Cornigliano, uno in via Paolo Reti e l’altro in via Buranello. In totale sono stati sequestrati 3 mila euro, ma sicuramente la maggior parte dei soldi erano già stati messi al sicuro, visto che l’attività era particolarmente florida e i clienti giornalieri moltissimi.

La polizia ha sequestrato anche due appartamenti a Cornigliano e Sampierdarena. “Noi riteniamo che i locatori, non effettuando regolare contratto, favorissero l’attività illecita”, spiega il dirigente della squadra mobile.

L’operazione non ha coinvolto solo Genova, ma molte Regioni d’Italia. In totale sono stati sequestrati 29 immobili utilizzati soprattutto per lo sfruttamento della prostituzione, principalmente nelle regioni del Nord Italia. I controlli hanno interessato anche il gioco d’azzardo. “Stiamo ancora facendo indagini, ma sicuramente esistono contatti tra l’organizzazione genovese e le altre, soprattutto quelle venete”, conclude il comandante Lamparelli.

Dalle indagini dell’operazione ‘Dragone’ è emersa anche la tendenza, costante, a commettere reati contro la persona o contro il patrimonio, con particolare riferimento alle rapine, spesso poste in essere insieme ad altri cittadini stranieri. Gli autori, talvolta appartenenti a piccole “bande”, in alcune occasioni hanno agito sotto effetto di sostanze stupefacenti, assunte per commettere tali tipologie di reato.

Nel contempo, le verifiche effettuate a Genova dall’ Ufficio Immigrazione della Questura hanno anche consentito di accertare la presenza in Provincia di poco più di 2000 persone provenienti dalla Cina, regolarmente residenti e munite di regolare permesso di soggiorno, mentre pressoché irrilevante è il dato relativo alle espulsioni nel corso dell’anno 2011, due in tutto, dato che induce a ritenere statisticamente non significativa l’incidenza dell’immigrazione clandestina.