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Londra 2012, Silvia Salis: i cinque cerchi tatuati sul collo, la voglia di riscatto dopo gli Europei

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Genova. Pensi ad una gara di lanci, peso, disco o martello che sia, e immagini donne corpulente, massicce, “extrasize”, tutt’altro che femminili. E non ti sbagli, finché in pedana non sale Silvia Salis. Lei rappresenza l’eccezione: alta 179 centimetri, il suo peso forma si aggira attorno ai 73 chilogrammi.

Eppure di forza ne ha, eccome. Nella sua specialità, il lancio del martello, è stata capace di raggiungere i 71,93 metri, non lontana da casa sua, a Savona, il 18 maggio 2011. Risultato che l’ha portata a meritarsi il riconoscimento di “Sportivo ligure dell’anno”.

Quest’anno, il 25 febbraio, a Lucca, ha lanciato a 70,20 metri, centrando la misura minima per andare alle Olimpiadi, o meglio, il minimo “B”. Nei mesi successivi, però, ha accusato una flessione, ricevendo, dopo un deludente Europeo ad Helsinki, una sorta di aut aut dalla Federazione: o avrebbe disputato un campionato italiano positivo, o la sua partecipazione a Londra sarebbe stata a rischio. A Bressanone Silvia ha trovato la forza per riprendersi, zittendo le critiche con 70,18 metri e meritandosi la convocazione.

Salis, genovese, nata il 17 settembre 1985 e cresciuta nel Cus Genova, andrà così a Londra. Le Olimpiadi, per lei, saranno nuovamente lo stimolo per un riscatto. Pechino, infatti, fu una delusione. Salis, peraltro ampiamente giustificata dalla giovane età, si fermò a 62,28 metri, classificandosi al quarantaduesimo posto. Fare meglio sarà facile; la genovese vorrà fare molto meglio. L’obiettivo sarà raggiungere la finale.

Forza, equilibrio, velocità: la sua è una disciplina che, tecnicamente, è tutt’altro che semplice. E i lanci a disposizione nelle gare che contano non sono molti, sono tutti “pesanti”. Silvia forse non potrà competere con le primatrici mondiali, in grado di toccare i 78 metri, ma ha le qualità per farsi notare. Per capire quanto conti per lei la rassegna olimpica, basta guardarle il collo, sul quale ha tatuato i cinque cerchi.

Attualmente in forza alle Fiamme Azzurre, si allena nel centro sportico di Castelporziano. La 26enne genovese è stata sette volte campionessa italiana di specialità: tre volte assoluta e quattro volte ai tricolori invernali. In Italia, pertanto, è leader indiscussa tra le lanciatrici del martello.

Sotto la guida del suo allenatore Valter Superina, fin da giovane ha potuto confrontarsi in manifestazioni di alto livello. Nel 2001, ai Mondiali Allievi di Debrecen, si è classificata 22°; nel 2003, agli Europei Juniores di Tampere, si è piazzata 10°. A Grosseto, nel 2004, è arrivata 12° nei Mondiali Juniores. Nel 2007 spiccano un suo 4° posto agli Europei Under 23 e alle Universiadi.

Dopo l’esperienza olimpica, ha saputo farsi valere nelle competizioni che contano. Nel 2009, ai Giochi del Mediterraneo di Pescara, ha conquistato la medaglia d’oro con 70,39 metri. Nello stesso anno si è classificata quinta alle Universiadi con 68,74 e diciottesima ai Mondiali con 68,55. Nel 2010 ha brillato agli Europei di Barcellona, settima con un lancio a 68,85 metri. Nel 2011, ai Mondiali di Daegu, ha raggiunto un eccellente nono posto con 69,88 metri.

Silvia, che ora abita a Priaruggia, non ha scelto subito la strada dei lanci. Ha iniziato atletica leggera a 8 anni e le sue preferenze erano rivolte al salto in lungo. A 9 anni saltava 3,70 metri. Verso i 13 anni ha provato a lanciare e i risultati l’hanno spinta a continuare. Ed è stato un bene per l’atletica italiana.

Nello stadio Olimpico di Londra la gara del lancio del martello femminile comincerà mercoledì 8 agosto. I due gironi di qualificazione inizieranno alle ore 11 e alle ore 12,25. La finale prenderà il via venerdì 10 alle 20,35.