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Liguria, accorpamento 118: due sole centrali, una a Genova e una nel ponente

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Regione. Una centrale del 118 a Genova e l’altra nel ponente ligure. E’ quanto ha proposto oggi l’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo in merito al progetto di riduzione delle attuali cinque sedi del servizio dislocate su tutto il territorio regionale. Secondo quanto riferito oggi in maggioranza le centrali non verrebbero ridotte a tre, come proposto nelle scorse settimane, ma a due soltanto: una a Genova e l’altra nel ponente ligure. Il risparmio a regime protrebbe essere di circa 1,5 milioni di euro. Confermata la chiusura della centrale del Tigullio.

“Il nostro servizio di 118 è fra i migliori d’Italia e lo vogliamo salvaguardare – ha detto Montaldo – Non tocchiamo la capillarità sul territorio perché abbiamo, e così rimarranno, 15 automediche sulle 24 ore e due sulle 12 ore. Ma con l’accentramento si migliorerà la gestione stessa delle automediche, soprattutto nelle zone di confine. Anzi sarà possibile superare gli attuali confini. Nel piano ci sarà l’unificazione del 118 e della guardia medica in modo tale che si potranno meglio impiegare i medici che di notte e nei festivi presidiano il territorio, i quali potranno intervenire anche sulle emergenze traumatiche”.

Inizialmente era proposto l’accorpamento Savona-Imperia e Genova-Lavagna, lasciando a parte Spezia. Quest’ultima, in base alla nuova idea, vedrebbe invece sparire il 118. Il consigliere Giacomo Conti (Federazione della Sinistra) ha ingaggiato un battibecco con il collega di maggioranza Nino Miceli (Pd). Conti ha proposto una sede principale più una sedonda a poca distanza per spostare il personale in caso di urgenza. Soluzione bocciata da Miceli.

“Saranno i tecnici a stabilire come e dove strutturare le centrali – ha affermato l’assessore Montaldo – Portiamo tutto in giunta e poi vedremo come realizzarle”.