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Lavagna, il comandante della capitaneria Raffone si avvale della facoltà di non rispondere: chiesti i domiciliari

Lavagna. Antonio Raffone, il comandante del porto di Lavagna, arrestato con le accuse di peculato e concussione, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’interrogatorio si è svolto questa mattina in carcere a Chiavari ed è durato circa mezz’ora. L’avvocato difensore, Mattteo Groppo, ha presentato al gip la richiesta di revisione delle misure cautelari per Raffone, dal carcere ai domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari ha tempo 5 giorni per decidere.

Le accuse nei confronti del comandante sono gravi. Secondo i carabinieri della compagnia di Sestri, infatti, sarebbero diversi gli episodi di intimidazioni che Raffone avrebbe messo in atto per ottenere sconti e agevolazioni da ristoratori e operatori commerciali del porto.