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Lavagna, arresto choc in Capitaneria: l’ombra delle tangenti sul comandante Raffone

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Lavagna. La notizia dell’arresto di Antonio Raffone, comandante della Capitaneria di Porto, ha fatto immediatamente il giro di Lavagna e dintorni. L’accusa che pende su Raffone è pesante: concussione e peculato, anche se non si sa ancora con certezza l’ambito da cui il militare avrebbe ottenuto i presunti vantaggi personali.

Dapprima le indiscrezioni che circolavano stringevano il cerchio intorno agli stabilimenti balneari di Cavi e Lavagna che avrebbero pagato presunte tangenti per evitare controlli a tappeto. Ora l’ipotesi sembra decaduta, per far posto, sempre in via teorica, al settore barche e controlli pesca. Ma è tutto ancora in divenire: le indagini condotte dal nucleo radiomobile di Sestri Levante proseguono per accertare quanto successo.

Le uniche certezze, per ora, riguardano l’arresto di Raffone: le manette sono scattate ieri sera su ordine di custodia cautelare emesso dal sostituto procuratore di Chiavari, Gabriella Dotto e firmato dal gip con cui già domani Raffone potrebbe avere un colloquio in carcere a Chiavari.

Il comandante Raffone è molto conosciuto in Liguria: tre anni fa aveva lasciato l’ufficio marittimo di Loano, dopo sette anni trascorsi al comando della guardia costiera loanese (due in più rispetto a quanto previsto dalle circolari che discipliano il servizio), dove aveva svolto un’attività intensa sia a livello di polizia giudiziaria che di pubbliche relazioni con l’utenza, mostrandosi anche molto vicino al settore peschereccio locale.

Dal 14 settembre 2009 era al comando della Capitaneria di Porto di Lavagna, dopo aver lasciato il comando loanese al capitano Alessandro Fornasari.