Istat, calano gli infortuni sul lavoro, Paladini: "Vittoria di Pirro, non considera la disoccupazione e il sommerso" - Genova 24
Economia

Istat, calano gli infortuni sul lavoro, Paladini: “Vittoria di Pirro, non considera la disoccupazione e il sommerso”

paladini

Il 2011 ha registrato un totale di 725 mila infortuni sul lavoro, 51 mila in meno rispetto al 2010, quando se ne registrarono 776 mila, con una flessione del 6,6% pari alla media del calo degli infortuni sia “in occasione di lavoro” sia “in itinere”.

Questi i dati che emergono dal Rapporto Inail 2011, presentato oggi a Roma dal presidente dell’Istituto, Massimo De Felice.

Il numero dei casi mortali è rimasto, per il secondo anno, al di sotto dei mille (920 rispetto ai 973 del 2010) e la relativa diminuzione del 5,4% è stata influenzata esclusivamente dagli infortuni in occasione di lavoro (-8,6%), scesi da 744 a 680 casi. Gli infortuni mortali in itinere, invece, hanno registrato un sensibile aumento (+4,8%, 11 casi in più rispetto al 2010).

Il 90% degli infortuni si è concentrato nella gestione assicurativa industria, seguita dall’agricoltura (6%) e dai dipendenti del conto dello Stato (4%). In controtendenza, agricoltura che ha segnato un +2,7% di vittime.

“In base al rapporto annuale sugli infortuni dell’Inail, gli incidenti mortali nel 2011 sono in calo rispetto gli anni precedenti, ma dichiarare questo è sintomo di un’analisi che trascura l’economia reale – afferma l’onorevole Paladini, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori – In termini di salute e sicurezza sul lavoro siamo, purtroppo, ancora molto in ritardo ed occorre superare molte carenze e contraddizioni che caratterizzano il nostro sistema produttivo. Se in termini assoluti gli incidenti diminuiscono, è anche vero però che più dell’80% degli incidenti sul lavoro avvengono all’interno degli impianti delle fabbriche e nei cantieri edili, che nel 2011 hanno funzionato il 30% in meno rispetto agli anni precedenti. Se a questo – prosegue il deputato ligure – aggiungiamo che, stando ai dati Ocse, la disoccupazione in Italia ha raggiunto livelli vertiginosi, capiamo immediatamente che i dati Inail sono in realtà una vittoria di Pirro, con pochi infortuni motivati principalmente dalla carenza di occupazione”.

“Inoltre – prosegue Paladini – a causa dell’aumento delle tasse voluto dal governo Monti e la conseguente diminuzione dell’entrata dell’Iva, è da registrare anche un corposo aumento del sommerso ed è ovvio che tutti i lavoratori non registrati non vengano conteggiati dalle statistiche ufficiali”.

A livello nazionale, il calo degli infortuni (-6,6%) ha interessato tutte le aree del Paese in maniera crescente dal Nord al Sud (-6,1% Nord-Ovest, -6,2% Nord-Est, -6,4% Centro, -8,1% Mezzogiorno).

La diminuzione del 5,4% delle morti sul lavoro è la sintesi del forte calo nel Mezzogiorno (-14,9%, 48 vittime in meno), nel Nord-Ovest (-2,2%) e nel Centro (-0,5%), mentre il Nord-Est è praticamente stazionario (226 morti). A livello regionale, il fenomeno infortunistico ha registrato una contrazione piu’ significativa in Molise (-12,5%), Campania (-11,1%), Umbria (-10,4%) e Basilicata (-10,2).

Invece, Lombardia (127.007 casi), Emilia Romagna (99.713) e Veneto (81.217) – che concentrano da sole il 42% dell’intero fenomeno infortunistico – hanno confermato il maggior numero di denunce presentate.

Nel 2011 la diminuzione degli infortuni sul lavoro ha interessato l’industria (-8,2%), l’agricoltura (-6,5%) e le attività dei servizi (-5,5%), settori che, nello stesso periodo, secondo le rilevazioni Istat, hanno registrato una diminuzione degli occupati rispettivamente dello 0,6% e dell’1,9% e, viceversa, una leggera ripresa nei servizi (+1%).

Tra le attività industriali si distinguono per un’elevata riduzione degli infortuni le costruzioni (-14,7%, a fronte di un calo occupazionale del 5,3%), seguite dalla meccanica (-6,7%) e dalla metallurgia (-6,6%). In particolare, una riduzione molto elevata si è verificata nei trasporti (-30,7%), nei servizi alle imprese e attività immobiliari (-26,2%) e nelle costruzioni (-10,6%). Viceversa, in aumento le vittime occupate nell’industria pesante della metalmeccanica.

Gli infortuni degli stranieri rappresentano il 15,9% degli infortuni complessivi; quelli dei soli extracomunitari, invece, l’11,7%; se si considerano i casi mortali, le percentuali sono rispettivamente del 15% e dell’8,8%.

In dettaglio, Romania, Marocco e Albania, nell’ordine, sono le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di infortuni sul lavoro totalizzandone oltre il 40%.

Il lavoro per l’implementazione del Testo Unico sulla sicurezza “è in avanzato stadio di definizione” e il ministro del lavoro Fornero conferma “l’impegno a completarlo entro fine anno”.

“Fermarsi alla semplice lettura di alcune percentuali sarebbe del tutto fuorviante – ha aggiunto Paladini – e rischia di offuscare il principale obiettivo in riferimento alle reali esigenze e priorità del nostro sistema produttivo: rinnovare quotidianamente l’impegno nell’attività ispettiva, nella cultura della legalità e della prevenzione e nel pretendere efficacia nell’applicazione delle norme a tutela delle molte lavoratrici e lavoratori che ancora oggi prestano la propria opera in ambienti insalubri e pericolosi”.