Economia

Ilva, Idv Liguria: “Non dobbiamo cedere al ricatto o lavoro o inquinamento”

Genova. In riferimento alla chiusura dello stabilimento Ilva di Taranto e le possibili ripercussioni sugli altri stabilimenti dislocati sul territorio nazionale, intervengono il coordinatore regionale di Italia dei valori Giovanni Paladini e il capogruppo in Regione Nicolò Scialfa.

“Siamo preoccupatissimi – spiegano Paladini e Scialfa in una nota congiunta – per il dramma che si sta consumando all’Ilva di Taranto e per le ovvie conseguenze che la chiusura dello stabilimento pugliese avrebbe sugli altri stabilimenti del gruppo, compreso quello di Cornigliano, e le moltissime aziende dell’indotto operanti in Liguria, dato che le lavorazioni svolte nel capoluogo ligure dipendono in gran parte da manufatti provenienti dalla Puglia.”

“Non dobbiamo cedere al ricatto o lavoro o inquinamento, – proseguono il deputato ligure e il capogruppo IDV in Regione – un ricatto ignobile che oggi, scoppiato il bubbone, va letto in maniera ancor più drammatica: o si muore di cancro o si muore di fame. Non possiamo permetterci di lasciare soli i lavoratori, facendo finta di non essersi accorti di ciò che stava succedendo sino ad oggi. I magistrati non potevano continuare a rimuovere il problema, stiamo parlando di reati contro la vita umana ed avevano il dovere di intervenire, ma occorre anche prendere provvedimenti a tutela delle migliaia di lavoratrici e di lavoratori che altrimenti rischiano, loro malgrado e senza avere colpe, di essere due volte vittime. Lo spegnimento dell’altoforno di Taranto avrebbe effetti devastanti dal punto di vista occupazionale e sociale, decretando nei fatti la fine della produzione siderurgica in Italia.

In questi termini occorre un provvedimento rapido e risolutivo del Governo, cui devono accompagnarsi, ovviamente, interventi significativi dell’azienda, affinché si possa scongiurare una piaga occupazionale senza precedenti. Si intervenga subito affinché le emissioni possano essere riportate entro i limiti consentiti dalla legge, si dia mandato affinché si proceda con bonifiche e ristrutturazioni, imponendo ai responsabili di questa situazione il pagamento delle opere necessarie al ripristino di condizioni normali di lavoro e di messa in sicurezza degli impianti per tutti gli operai, la sostenibilità e lavivibilità dell’ambiente circostante”.