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Il ritorno in campo di Berlusconi, accoglienza “tiepida” del Pdl ligure: “Forse la scelta giusta, vedremo”

Liguria. Il Pdl ligure ha accolto la notizia del possibile ritorno in campo di Silvio Berlusconi in modo piuttosto tiepido, con la calma di chi sembra dover ancora riflettere o forse di non voler dire del tutto ciò che pensa.

“Non so se Berlusconi sia il candidato giusto, ma sento che tanti dalla base lo apprezzano – esordisce il coordinatore regionale, onorevole Michele Scandroglio – questo significa che c’è un popolo azzurro e nostalgico che in Berlusconi vede un elemento carismatico fortissimo, mentre ci sono alcuni che invece registrano qualche difficoltà a immaginare un suo ritorno. Io faccio il coordinatore di una realtà complessa, che deve rimanere unitaria, ma all’interno della quale esistono idee e pensieri diversi e questo è un bene”.

Il consigliere regionale Matteo Rosso, dal canto suo, esprime qualche perplessità, ma cercando di non sbilanciarsi. “Io ho sempre stimato Berlusconi, ma avrei preferito che facesse un passo indietro, lasciando, come dovrebbero fare i ‘baroni’ (nel senso buono del termine) della medicina, il passo alle nuove generazioni – dichiara – Il rischio, altrimenti, è quello di lasciare il vuoto dietro di sé”.

Rosso, infatti, non ha mai fatto mistero del suo apprezzamento nei confronti della scelta fatta dall’ex presidente del consiglio un anno fa. “Avevo apprezzato la nomina di un giovane a segretario di partito – prosegue – La sua candidatura, invece, può essere una mossa vincente politicamente, ma sarebbe stato forse più importante far crescere i giovani. Noi dobbiamo tornare a dare alla gente la possibilità di scegliere i propri rappresentanti politici attraverso le preferenze e non possiamo fare i conti in modo referenziale; ecco perché a volte mi trovo in contrasto con il mio partito”.

“Sicuramente il ritorno di Berlusconi in campo è un asso nella manica, ma credo che non bisognasse guardare solo al 2013, ma mettere in campo soluzioni più ad ampio raggio – conclude Rosso – secondo me si tratta di una mossa politica vincente, ma dal presidente mi sarei aspettato che cercasse di creare una nuova generazione di politici”.

Anche la posizione dell’onorevole Sandro Biasotti è piuttosto cauta. “Berlusconi non si è ritirato dalla politica, ma dal ruolo di Presidente del consiglio – spiega – è rimasto il leader indiscusso del Pdl e questo rappresenta sia uno svantaggio che un vantaggio perché il partito rimane personalizzato, ma nello stesso tempo dispone di una personalità fortemente carismatica. Berlusconi, quindi, in carenza di altre forti personalità, evidentemente ha ritenuto di dover tornare in pista”.

Per quanto riguarda invece il ritorno dal Pdl a Forza Italia, Biasotti conclude: “A me interessano soprattutto la Liguria e Genova, quindi se rientreranno a pieno titolo nel progetto io ci sarò, altrimenti tornerò a occuparmi della mia città e della mia Regione”.