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G8, oltre 25 mila firme per annullare le condanne alle tute nere per devastazione e saccheggio

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Genova. Erri De Luca, Margherita Hack, Elio Germano, Curzio Maltese, Daniele Vicari e Moni Ovada. Sono solo alcune delle personalità della cultura e della società civile che hanno firmato la petizione che chiede l’annullamento della sentenza della Corte di Appello di Genova che il nove ottobre 2009 “ha condannato 10 persone a pagare con 100 anni di carcere tutta la mobilitazione della società civile del G8 di Genova”.

Le firme raccolte, oltre 25 mila in un mese, nell’ambito della campagna “10×100. Genova non è finita. Dieci, nessuno, trecentomila”, saranno depositate in Cassazione venerdì tredici luglio in concomitanza con l’udienza che dovrà decidere se confermare le condanne pesanti, “molto più di quelle inflitte ai dirigenti della polizia per il blitz violento alla scuola Diaz, a dieci tute nere” che durante il G8 del 2001 hanno compiuto atti vandalici.

“Il reato contestato di devastazione e saccheggio – prosegue la campagna – è un detrito giuridico, figlio del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco. Dieci uomini e donne rischiano di pagare con 100 anni carcere complessivi la straordinaria mobilitazione che tutta la società civile mise in campo. A Genova nel 2001 manifestarono contro la globalizzazione, le ingiustizie sociali e ambientali, per gridare ‘un altro mondo è possibile’ oltre 300mila persone, tutto l’associazionismo laico e cattolico, tutti i movimenti”.

“Dopo la sentenza sulle violenze inaudite alla Diaz, che ha decapitato i dirigenti della polizia ma non i mandanti delle menzogne dichiarate per giustificare la macelleria tutta italiana che si è abbattuta su persone inermi la notte del 21 luglio 2001 – la Campagna 10×100 con convinzione ribadisce – che una vetrina rotta, una bottiglia presa in un supermercato o una vespa presa per spostarsi dall’altra parte della città non possono essere pagate con pene che vanno da 8 a 15 anni carcere”.