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G8, legale replica a pm: “Assolti in 15 su 25. La procura ha sbagliato bersaglio: da processare era gestione ordine pubblico”

Genova “Sorprende leggere che la procura consideri il processo per devastazione un successo: basta leggere le motivazioni della sentenza del tribunale confermate dalla corte di appello per accorgersi che per 15 dei 25 originari imputati l’impianto dell’accusa è crollato”. E’ duro il commento dell’avvocato Emanuele Tambuscio, difensore di alcuni manifestanti poi assolti, alle dichiarazioni rilasciate ad alcuni quotidiani dal magistrato Anna Canepa, pubblico ministero che istruì il processo per devastazione e saccheggio.

“Fin qui niente di male – dice il legale – è la possibile dinamica di ogni processo, ma il tribunale non si è limitato ad assolverli dalla devastazione e saccheggio : ha concesso a tutti la scriminante di aver reagito agli atti arbitrari del pubblico ufficiale, cioè alle cariche dei carabinieri che il venerdi 20 hanno trasformato il corteo autorizzato delle tute bianche in un inferno, cariche definite dal tribunale illegittime sotto ogni profilo arrivando a scrivere che in quel contesto l’ordine pubblico era stato messo in crisi dai carabinieri”.

“La Procura dovrebbe chiedersi come mai non ha proceduto fin dall’inizio contro i responsabili di quelle cariche , che era molto facile identificare e ha scelto come bersaglio i manifestanti”.

“Ricordo molto bene – racconta Tambuscio – che quando portammo in tribunale le foto dei carabinieri che caricavano armati di spranghe proprio quei procuratori si opposero alla produzione delle fotografie, poi naturalmente acquisite dal tribunale, e ricordo altrettanto bene che quattro dei principali testi della procura – 2 dirigenti di polizia e due ufficiali dei carabinieri autori delle cariche – sono stati denunciati dal tribunale per falsa testimonianza ma quella stessa procura ha lasciato cadere in prescrizione l’accusa”.

“Sarebbe meglio oggi riflettere sul fatto che nessuno delle decine di episodi di violenza ingiustificata a carico di manifestanti e giornalisti avvenuti nelle strade di genova e ritratti da filmati è stato perseguito dai procuratori genovesi e sono rimasti tutti impuniti come pure è stato dimenticato il divieto di ingresso a bolzaneto per gli avvocati, disposto dalla stessa procura, divieto che è stato causa prima di quello che poi è avvenuto”.