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“Full Monti” e meritocrazia: la visione per la crescita di Musso

Genova. “Un paese bloccato che funziona per raccomandazioni e conoscenze”, mentre al contrario “il merito serve, favorisce la crescita scopre e libera nuove energie”. Enrico Musso e la Fondazione Oltremare riportano l’attenzione su uno dei cavalli di battaglia della passata campagna elettorale: meritocrazia e cambiamento per superare la crisi, questa volta con una visione allargata al panorama nazionale. Con un gioco di parole dal sapore cinematografico “Full Monti: una visione per la crescita al di là dei decreti”.

“Siamo convinti che il merito sia un argomento ormai dimenticato nel nostro Paese e anche nella politica – spiega Enrico Musso, consigliere comunale di opposizione e senatore del partito liberale – siamo partiti da questo concetto, in un momento in cui si sente un profondo bisogno di riforme istituzionali e della classe politica, perché vogliamo che il rinnovamento ci sia ma a partire da meriti e competenza di chi si occuperà del bene comune”.

Con il “guru della meritocrazia”, Roger Abravanel, Musso ha tracciato le linee del cambiamento meritocratico, sfatando alcuni miti. Il problema economico dell’Italia non è “la disoccupazione ma la partecipazione al lavoro e la produttività”. Ma anche: lo sviluppo in Italia non è frenato dalle troppe regole quanto piuttosto “da un circolo vizioso di regole sbagliate e non rispettate”.

I capisaldi di una vera riforma, secondo l’ex candidato sindaco, vanno applicati al mondo del lavoro con “contratto unico per tutti, possibilità di licenziamento ma con sussidio di disoccupazione e giustizia civile veloce per cause di lavoro”. Creazione di una Irs italiana, mettendo insieme Agenzia delle entrate, con poteri da PM e Guardia di Finanza, e poi trasparenza nella spesa pubblica con un “ridisegno dell’architettura degli enti locali”, non basta il taglio alle province per capirsi. Infine un programma di liberalizzazioni di 10 anni, “l’abolizione delle pensioni di anzianità e la misurazione e valutazione delle scuole”.