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Fiepet Confesercenti pronta allo “sciopero del latte” per salvare la centrale di Genova foto

Genova. “Anche a costo di un sacrificio dal punto di vista economico, tutti i nostri associati sono pronti ad interrompere immediatamente le forniture di latte dalla Parmalat se l’azienda non ritornerà sulla decisione di chiudere lo stabilimento genovese. La nostra è una battaglia di principio, che mira alla salvaguardia dei circa 150 posti di lavoro tra dipendenti e indotto. La Centrale del Latte di Genova è un patrimonio della nostra città fin dai tempi della Latte Oro, e come tale merita di essere difesa, costi quello che costi”.

Con queste parole Antonio Fasone, vice-presidente vicario di Confesercenti Genova e presidente provinciale di Fiepet, il sindacato che raduna i gestori di pubblici esercizi aderenti all’associazione, ha minacciato un vero e proprio “sciopero del latte” se Parmalat non ritirerà il proprio piano industriale che prevede la chiusura dello stabilimento genovese.

“Che Parmalat vada a vendere il suo latte in Francia – rincara Fasone -, se la Centrale di Genova dovesse chiudere, tutte le aziende Fiepet sono pronte a rivolgersi ad altri fornitori: e la serrata, si badi bene, non riguarderebbe solo i gestori di bar e ristoranti, ma anche gelatieri, alimentaristi e pubblici esercizi in generale”.

La Centrale del Latte di Genova è a serio rischio di chiusura da quando la Parmalat, che ne rilevò la proprietà una dalla Latte Oro, è stata a sua volta inglobata dalla francese Lactalis, il cui nuovo piano industriale prevede la chiusura degli stabilimenti di Como, Genova e Pavia ed un ridimensionamento anche dello storico stabilimento di Collecchio.

Intanto, sembra intravedersi una piccola speranza. Una cordata di aziende liguri e piemontesi sarebbe infatti disposta, con il sostegno degli enti locali, a presentare un piano per evitare la chiusura e proseguire nell’attività.