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Emergenza carceri, Severino a Genova: a Marassi la doppia protesta degli agenti di polizia penitenziaria foto

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Genova. Mascherina e fascia a lutto: si sono presentati così con una protesta doppiamente simbolica i rappresentanti degli agenti della polizia penitenziaria stamani davanti al carcere di Marassi per uno speciale “comitato d’accoglienza” al ministro Paola Severino in visita oggi all’istituto di pena della Valbisagno e in quello di Pontedecimo.

Una mascherina dal doppio significato: “in primis combattiamo perché l’amministrazione eviti che tutto quello che succeda nelle carceri debba obbligatoriamente uscire dalle mura”, spiega Fabio Pagani, segretario regionale Uil penitenziaria. Secondo: “noi lavoriamo nella totale insalubrità. Non ci vengono neanche riconosciuti i mezzi per poter affrontare le malattie, quando invece, in questo senso dovremmo saper adoperarci fin dall’inizio, “perché come si dice prevenire è sempre meglio di curare. Aprire una cella alle 8 di mattina alle volte è straziante”.

Nel carcere di Marassi confluiscono detenuti problematici da tutta la Liguria, in particolare quelli con patologia che il Centro Clinico può ospitare. Questa situazione obbliga la direzione ad effettuare periodici sfollamenti verso altri carceri, con conseguenti disagi per i detenuti e le loro famiglie.

Altro nodo critico è l’emergenza sovraffollamento, che si va acuendo con l’avvio del periodo estivo. L’istituto di Marassi è il più grande della regione, con una capienza di 450 posti, a fronte degli oltre 800 detenuti attuali e con una carenza di personale pari al 30% dell’effettivo in organico. “Le carceri che per antonomasia soffrono di sovraffollamento sono quelle di Marassi e Sanremo – sottolinea Pagani – quanto alla carenza organica della polizia penitenziaria Sanremo batte ogni record, seguito da Marassi e Pontedecimo”.

La fascia a lutto invece rappresenta gli agenti deceduti per cause di servizio: dall’inizio anno sei uomini della penitenziaria si sono suicidati a causa delle condizioni di lavoro.