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Diaz, la sentenza azzera i vertici della polizia investigativa, il ministro Cancellieri: “Sanzioni verranno applicate”

Genova. “La sentenza va rispettata come tutte le decisioni della magistratura. Il ministero dell’Interno ottempererà a quanto disposto dalla Suprema Corte” lo ha detto ieri sera il ministro dell’Interno Rosanna Cancellieri, precisando quindi che il 17 imputati per cui la condanna è stata confermata (per gli altri 8 il reato di lesioni è caduto nel frattempo in prescrizione) dovranno lasciare per 5 anni la polizia. E non si tratta di nomi o personaggi di poco conto, ma dei vertici della polizia investigativa italiana, come Franscesco Gratteri, oggi capo della Direzione centrale anticrimine, Giovanni Luperi, capo sezione dell’Aisi, o ancora Gilberto Caldarozzi, oggi capo dello Sco.

Ieri gli imputati non erano presenti nell’aula magna della Cassazione, c’erano il loro legali, alcuni dei quali sono usciti in tutta fretta non appena hanno capito che le cose si erano messe male, senza attendere la completa lettura della sentenza, atteggiamento forse poco rispettoso della Corte, ma comprensibile in quanto con la condanna dei loro assistiti saltano anche le sostanziose spese legali che in caso di assoluzione avrebbero fatturato al Viminale.

Anche il capo della Polizia Antonio Manganelli, che all’epoca del G8 era il vice di De Gennaro, ha commentato la sentenza: “La Polizia – ha detto – accoglie la sentenza della magistratura con il massimo dovuto rispetto e ribadisce l’impegno a proseguire nel costante miglioramento del percorso formativo relativo al complesso campo dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Manganelli ha anche voluto esprimere “apprezzamento e orgoglio per la maturità, l’onestà, la dedizione e l’entusiasmo con cui quotidianamente il paese viene servito dalle donne e dagli uomini delle forze di polizia”.