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Diaz, 11 anni dopo: i dettagli della sentenza che condanna i vertici foto

Genova. E così a 11 anni di distanza, arriva la parola fine su una delle pagine più nere della storia delle forze dell’ordine di questo Paese e delle sue istituzioni democratiche. La V sezione della Corte di Cassazione di Roma presieduta da Giuliana Ferrua e composta dai magistrati Stefano Palla, Gerardo Sabeone, Piero Savani e Paolo Antonio Bruno ha confermato le condanne per tutti e 25 funzionari e poliziotti condannati a vario grado per falso, lesioni e calunnia, anche se questi ultimi due reati sono nel frattempo caduti in prescrizione. Nessuno di loro finirà in carcere ma per tutti, oltre alla condanna, c’è l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. Alcuni di questi funzionari sono tra i gradi più alti della Polizia italiana.

E’ il caso di Giovanni Luperi, che nel 2001 era vicedirettore dell’Ucigos, e oggi è capo sezione analisi dell’Aisi (ex Sisde), condannato a 4 anni per falso.
O quello di Francesco Gratteri, ex direttore dello Sco e oggi capo della Direzione centrale anticrimine, condannato a 4 anni per falso aggravato, con 5 anni di interdizione.
Condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione: Gilberto Caldarozzi, ex vicedirettore dello Sco, oggi promosso a direttore dello stesso Servizio centrale operativo, Filippo Ferri, ex capo della squadra mobile della Spezia, oggi capo della squadra mobile di Firenze, Fabio Ciccimarra, ex commissario capo a Napoli, oggi capo della squadra mobile dell’Aquila, Nando Dominici, ex capo della squadra mobile di Genova, Carlo Di Sarro, allora vicecapo della Digos di Genova, oggi dirigente del commissariato di Rapallo, Massimo Mazzoni, allora ispettore capo dello Sco, Renzo Cerchi, allora sovrintendente dello Sco, Davide Di Novi, ispettore superiore dello Sco, Massimiliano Di Bernardini, allora vicequestore della squadra mobile di Roma (oggi riformato dopo un grave incidente in moto).

Michelangelo Fournier, ex vicequestore aggiunto del VII nucleo, colui che nel processo di primo grado parlò di una “macelleria messicana” e intervenne con un “basta basta” a tentare di fermare il massacro è stato condannato in primo grado a due anni per lesioni gravi, in appello il reato è stato dichiarato prescritto, prescrizione confermata in Cassazione.

Colui che introdusse materialmente le due bottiglie molotov all’interno della scuola, il vicequestore Pietro Troiani è stato condannato a 3 anni e 9 mesi + 5 anni di interdizione per porto di armi da guerra.

Tre anni e 5 mesi per falso (in appello erano 3 anni e 8 mesi) oltre all’interdizione sono stati inflitti anche a Massimo Nucera e al suo collega Maurizio Panzieri, che denunciarono un accoltellamento avvenuto all’interno della scuola, una messinscena immediatamente di cui si accorsero già i Ris di Parma e poi la corte d’appello di Genova.

3 anni e otto mesi per Salvatore Gava per falso per fatti relativi alla scuola Pascoli, dirimpettaia della Diaz-Pertini e sede all’epoca del media center del Genoa social forum.

Prescitti invece i capisquadra el VII nucleo che guidarono gli uomini di Canterini all’interno della scuola: Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone. Erano stati condannati in appello a quattro anni di pena e 5 di interdizione. Per loro salta anche l’interdizione, ma visto che la prescrizione non è un’assoluzione sembra evidente che il Ministero dell’Interno dovrà prevedere nei loro confronti un provvedimento disciplinare. Anche se in questo Paese, non c’è mai nulla di certo.