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Crisi, a settembre manifestazione dei sindacati uniti: “Genova a rischio implosione, non ci rassegniamo al declino”

Genova. La crisi morde i freni all’economia, fa strage di occupazione e detta i tempi della decrescita, i sindacati depongono le antiche rivalità per darsi appuntamente, uniti, a settembre quando, a meno di un improbabile cambio rotta generale, è prevista una grande iniziativa pubblica insieme a tutte le categorie rappresentate dalle tre confederazioni.

Oggi le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil si sono riunite nella sede della Cisl di piazza Campetto “per esaminare e discutere dei problemi legati allo sviluppo del territorio, all’occupazione, alla crescita”. Un percorso che da subito verrà affrontato poi con tutte le categorie sindacali e successivamente allargato alle istituzioni locali, alle parti sociali e imprenditoriali.

“La grave situazione che investe il Paese – spiegano Cgil, Cisl e Uil in una nota unitaria – sta colpendo fortemente anche il tessuto produttivo cittadino con situazioni di crisi che alla ripresa autunnale potrebbero implodere mettendo a serio rischio la tenuta sociale”.

A livello locale la cronaca cittadina riporta costantemente notizie di aziende in crisi, da Fincantieri alla Centrale del Latte fino alla cessione di Ansaldo. Negli ultimi giorni prima l’Istat e poi l’Inps fotografano l’aumento dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, tassi di disoccupazione mai registrati prima d’ora, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.

Per questi motivi i vertici di Cgil Cisl Uil Ivano Bosco, Antonio Graniero e Pierangelo Massa hanno discusso del percorso che “porterà nel mese di settembre ad organizzare una iniziativa pubblica insieme a tutte le categorie rappresentate dalle tre Confederazioni”. Al centro della manifestazione i temi dello sviluppo e del lavoro “con particolare riferimento al complesso dell’apparato produttivo ai progetti sulle infrastrutture messi in ginocchio dalla drammatica carenza di investimenti”.

“Non vogliamo rassegnarci al declino – concludono le organizzazioni sindacali – e al contrario vogliamo farci promotori dello sviluppo con attenzione alla qualità della vita delle persone della nostra città”.