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Come evitare un’altra Palinuro: dopo la tragedia le regole della Guardia Costiera

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Ieri la tragedia nel mare di Palinuro. Oggi generale preoccupazione per una attività così diffusa anche nella nostra Regione.

All’indomani del “sabato nero” per i sub – ne sono morti cinque, quattro a Palinuro ed uno a Capri – la Guardia Costiera rinnova l’invito a tenere alti i livelli di sicurezza. Pochi accorgimenti, infatti – dicono al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – possono salvare la vita dei sub, che in Italia, tra dilettanti e professionisti, sono più di 500 mila.

In primo luogo – viene evidenziato – prima di qualsiasi escursione in mare, e ancor più in caso di attività subacquea, é importante informarsi sui luoghi. La Guardia Costiera, infatti, tramite le proprie ordinanze – che possono essere di divieto, di segnalazione di pericolo o di altro genere – delinea le condizioni generale di una determinata area marina.

Quanto all’attività subacquea vera e propria – sottolinea sempre la Guardia Costiera – è indispensabile frequentare corsi presso una scuola qualificata ed effettuare periodici controlli medici specialistici. Bisogna, inoltre, affidarsi a professionisti, specie per le immersioni in grotta, senza mai lasciare nulla al caso.

Sempre per le immersioni in grotta, il “filo d’Arianna” è un utilissimo: si tratta di una corda collegata alla superficie, che viene mantenuta in tensione e stesa lungo tutto il tragitto, in modo che possa facilmente ricondurre i subacquei all’entrata in caso di disorientamento. E’, inoltre, auspicabile che i sub siano almeno due, affinché possano farsi reciproca assistenza e sia più probabile la segnalazione di un’improvvisa emergenza. E’ inoltre, indispensabile – dicono ancora alla Guardia Costiera – che non siano superate, durante le immersioni, le profondità previste, perché potrebbero aversi effetti imprevisti sui gas respiratori. Infine le segnalazioni: quelle in superficie devono essere posizionate secondo le norme nautiche.

I sub, inoltre, dovranno essere dotati di luci indipendenti, compresa una di riserva, per scongiurare uno dei rischi maggiori sott’acqua: quello di rimanere al buio. In caso di emergenza bisogna chiamare il numero telefonico 1530 della Guardia Costiera, che interviene per garantire la sicurezza dei subacquei e, ogni qual volta se ne palesi la necessità, per la ricerca e soccorso in mare.