Centro storico, giovani dei centri sociali occupano stabile sfitto nel ghetto: "La casa è un diritto" - Genova 24
Cronaca

Centro storico, giovani dei centri sociali occupano stabile sfitto nel ghetto: “La casa è un diritto”

aut aut

Genova. “La casa è un diritto!”. È questa la convinzione che ha portato questa mattina un gruppo di giovani dello spazio sociale Aut-aut 357 a occupare uno stabile sfitto nel centro storico genovese.

“Non si tratta di uno slogan obsoleto, bensì di una rivendicazione sempre più necessaria in questo momento storico di crisi e di incertezza” scrivono in un comunicato i giovani dell’Aut-Aut.

“Sono oltre 15000 le case private tenute sfitte. Senza considerare gli immobili di proprietà del Comune che ancora non hanno una destinazione. Come i quasi 1200 appartamenti di edilizia pubblica che ad oggi risultano vuoti. Abitazioni che da sole, a fronte delle 3229 richieste per un alloggio popolare pervenute nel 2011, permetterebbero di risolvere almeno in parte la questione abitativa a Genova. Lo scorso anno solo 250 delle famiglie che ne hanno fatto richiesta hanno ricevuto una risposta positiva; tutte le altre sono state costrette a trovare sistemazioni di fortuna. Mentre le case rimangono sfitte”.

“Con l’occupazione di questo palazzo – aggiungono – vogliamo dimostrare come, attraverso l’autogestione degli spazi e delle proprie vite, sia possibile sfuggire alla logica dello sfruttamento e del ricatto sulla quale si basa l’attuale sistema. Infatti, com’è possibile vivere una vita degna nel momento in cui più della metà del proprio stipendio se ne va per l’affitto di case o stanze? Per troppo tempo Stato, Regione e Comune sono stati totalmente assenti in materia di edilizia popolare, permettendo così che amici palazzinari spadroneggiassero nel mercato delle abitazioni con speculazioni di ogni tipo”.

“Sin dal 2010, con l’apertura presso l’Aut Aut 357 dello Sportello per il diritto alla casa, siamo stati al fianco di chi, insidiato dalla violenza degli sfratti, ha lottato per difendere il diritto ad avere una propria abitazione. Le esperienze di questi due anni, in particolare il percorso di resistenza vissuto insieme agli abitanti della Casa Albergo di via Linneo a Begato, hanno radicato in noi l’idea che l’autodifesa dei propri diritti, al di fuori di qualunque logica corporativista, sia la strada giusta per salvaguardare sé stessi e il proprio diritto ad una vita degna”.