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Centrale del Latte, la battaglia va avanti: “Giù le mani dall’oro dei genovesi” foto

Genova. La battaglia va avanti. E’ l’impegno di lavoratori e sindacati in presidio davanti alla sede della Centrale del Latte di Genova, a manifestare il loro secco no alla chiusura dello stabilimento contenuta nel piano industriale presentato dalla multinazionale Lactalis.

“Oggi abbiamo chiamato la cittadinanza a partecipare a questa manifestazione – spiega la Fai Cgil – siamo convinti che la città sia a fianco dei lavoratori e di un sito produttivo importantissimo per Genova”. La sede di Fegino è infatti anche simbolo di una vallata, la Valpolcevera, e di unintera città, come dimostra il modellino di Lanterna in cartonato davanti ai cancelli. Ma è anche il ricordo d’infanzia alle prese con la gita scolastica delle elementari alla Centrale del Latte. “Perderla è un fatto gravissimo”, commenta il rappresentante dei lavoratori.

Una manifestazione, che già dai primi momenti, è apparsa molto partecipata. Oltre a lavoratori e sindacati, a Fegino sono accorsi cittadini e volti noti. Tra gli amministratori sono già presenti i consiglieri comunali Paolo Gozzi e Paolo Putti, i consiglieri municipali, tra cui Walter Rapetti, l’eurodeputato Sergio Cofferati, il consigliere regionale Nicolò Scialfa, oltre ai segretari di partito Giovanni Lunardon e Sergio Triglia e ai sindacalisti della Fiom, Bruno Manganaro e Giulio Troccoli.

La chiusura sarebbe “Un danno non soltanto per i lavoratori e per tutta la filiera – è il commento di Cofferati – inoltre ci sono le condizioni per non chiudere, attraverso l’aggregazione di più centrali e con la creazione di una massa critica più consistente, in grado di tenere questa attività sul mercato. La difesa della filiera agroalimentare è molto importante per la Liguria”.

Il sindaco Marco Doria e il Governatore Claudio Burlando potrebbero dare forfait a causa di impegni istituzionali. In rappresentanza di Comune e Regione sono arrivati l’assessore Francesco Oddone e il collega Enrico Vesco.

“Questo sistema dove la divinità uno e trina è il mercato, è selvaggio – ha detto Don Gallo in presidio davanti ai cancelli – Io mi chiedo ancora una volta se questa è un’economia umana con le multinazionali che decidono di chiudere e 200 famiglie e piccole imprese spedite a casa. La chiesa non deve andare al tavolo delle trattative per fare mediazione, ma io sto da parte degli operai”.

La trattativa, nonostante il sostegno degli enti e della politica locale, si scontra contro la ferrea volontà della multinazionale. “La Lactalis conferma il piano industriale e ribadisce che non vuole modifiche”, spiega laconico Michele D’agostino Uila Uil.

“Il problema grosso in una città come Genova, con tutte le crisi aperte che ci sono è proprio quello dell’occupazione – aggiunge Paolo Carozzino Fai Cisl Liguria – Questa è una centrale produttiva, che riesce a mantenersi nei parametri della produzione ed ancora meno comprensibile il piano di Lactalis che ne prevede la chiusura”.