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Caldo, la Regione Liguria ricorda il numero verde gratuito e il servizio custodi sociali per anziani

Genova. Il caldo non accenna a mollare la presa, tanto che purtroppo incominciano a registrarsi molti malori, accessi sempre più numerosi ai pronto soccorso e ieri addirittura una morte. Contro il grande caldo, quindi, la Regione Liguria ha deciso di attivare un call center e custodi sociali destinati agli anziani.

Lo ricorda l’assessore regionale alle politiche sociali Lorena Rambaudi. Il servizio di call center, numero gratuito 800.995.988, è attivo tutti i giorni della settimana dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e fornisce ascolto, assistenza a distanza, informazioni di carattere sociale e sanitario e notizie utili per la vita quotidiana. A questo servizio si aggiunge quello dei custodi sociali, persone incaricate di seguire da vicino gli anziani, segnalati dai distretti sociosanitari in collaborazione con i medici di famiglia, assistendoli nelle incombenze quotidiane. In caso di necessità, sono proprio questi operatori a segnalare la situazione di emergenza e ad attivare i servizi sanitari e sociali di pronto intervento.

I due servizi, che sono attivi tutto l’anno e coprono tutte e quattro le province liguri, rientrano tra quelli previsti per l’assistenza agli anziani, garantendo il monitoraggio e la sorveglianza, in modo da assicurare una rete di assistenza, in caso di necessità ed evitare che gli anziani e le loro famiglie debbano rivolgersi, in prima battuta, ai pronto soccorso. Dal 2009, inoltre, la Regione Liguria ha aderito al progetto “passi d’argento”, promosso dal Ministero della Salute. Si tratta della sperimentazione di un sistema di sorveglianza della popolazione anziana.

“L’obiettivo di questo progetto – spiega Rambaudi – è quello di elaborare e sperimentare un modello di indagine sulla qualità della vita, sulla salute e sulla percezione dei servizi nella terza età che sia ripetibile nel tempo e sostenibile con le risorse dei servizi sanitari e sociali, ad uso delle aziende sanitarie e dei servizi sociali dei Comuni e della Regione”.