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Ambiente: la Liguria vara il piano degli acquisti verdi pubblici

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Regione. Presentato in mattinata dalla Regione Liguria, con gli assessori all’Ambiente e al Bilancio Renata Briano e Pippo Rossetti, il modello regionale per il piano degli acquisti verdi.

Il provvedimento vara uno strumento operativo di politica ambientale per favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e di servizi a ridotto impatto ambientale, agendo sulla domanda pubblica.

Il piano consente di coniugare le esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica con gli obiettivi di programmazione di acquisti che tengano conto dei criteri ambientali legati all’uso delle risorse naturali, ai processi produttivi, all’utilizzo dei prodotti e allo smaltimento dei rifiuti.

Grazie alla partecipazione come partner al progetto europeo Life+ GPPinfoNet e come capofila al progetto europeo Promise, il dipartimento ambiente della Regione Liguria ha sviluppato negli ultimi anni diverse iniziative formative e di sensibilizzazione sul tema del Green Public Procurement (GPP), ossia degli Acquisti Verdi Pubblici, accompagnando gli enti locali in un percorso di crescita verso la sostenibilità ambientale. Il piano costituisce un’importante tappa di questo percorso, in quanto offre proprio agli enti pubblici un utile supporto nelle loro attività di programmazione e di monitoraggio degli acquisti verdi.

Il piano, realizzato dalla società in-house Liguria Ricerche con il contributo tecnico della società Punto3, è previsto da una legge regionale ed è in linea con il Piano di Azione Nazionale e con la normativa europea sul tema del GPP.

La Liguria è tra le prime Regioni italiane ad aver adottato non solo una normativa specifica, ma anche un modello di piano per gli acquisti sostenibili dal punto di vista ambientale. “Favorire una domanda pubblica più attenta alla tutela delle risorse naturali vuol dire spingere il mercato a crescere nella direzione della ricerca di una continua innovazione e promuovere una cultura ambientale più consapevole e più rispettosa del mondo in cui viviamo”, affermano Briano e Rossetti.