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Accoltellarono connazionale, zia e nipote restano agli arresti

Genova. Era idonea a provocarne la morte la ferita inferta all’addome di una peruviana accoltellata il 26 febbraio scorso da una connazionale, ma non c’é stato pericolo di vita perché fu soccorsa in tempo.

E’ il risultato della perizia compiuta dal medico legale Marco Salvi che ne ha discusso davanti al gip Silvia Carpanini.

Per quell’episodio, avvenuto verso le 3 in un locale del centro storico, zia e nipote sono agli arresti con l’accusa di concorso in tentato omicidio: la prima che ha 31 anni è detenuta nel carcere di Pontedecimo mentre la seconda di 19 anni é agli arresti domiciliari.

Secondo l’accusa a sferrare quattro fendenti, uno dei quali molto grave, alla connazionale di 28 anni sarebbe stata la zia mentre la nipote l’avrebbe trattenuta per i capelli. L’arma, un coltello che sarebbe stato afferrato da uno dei tavoli del locale, non fu trovata.

Zia e nipote avrebbero aggredito la vittima (assistita dall’avvocato Vittorio Pendini) per questioni di gelosia. Una lite nata in casa di un’amica comune nella zona di Rivarolo sarebbe proseguita nel locale del centro storico dove le tre donne si sarebbero trovate casualmente.

L’avvocato Filippo Gramatica che difende le due indagate sostiene la legittima difesa e, a questo proposito, ha fatto compiere una consulenza dal prof. Enzo Profumo sulle ferite riscontrate sul volto della zia. Ha riferito che si tratta di graffi piuttosto profondi.

La nipote nega di aver tenuto la vittima per i capelli ma di aver cercato di dividere le due donne che litigavano.