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“Voglio la Gavoglio”, i cittadini del Lagaccio attendono risposte e scrivono al sindaco: “Molte questioni da risolvere”

Genova. I cittadini attendono risposte a 450 osservazioni consegnate al Comune di Genova per riaprire una discussione nel quartiere del Lagaccio, riguardo alla scheda relativa all’ex caserma Gavoglio inserita nel Piano urbanistico comunale in fase di approvazione.

“Voglio la Gavoglio”, percorso nato a inizio anno su iniziativa di diverse realtà sociali (cittadini, associazioni, gruppi e parrocchie), si occupa dell’area della ex caserma Gavoglio, 60 mila metri quadri abbandonati in una delle zone più densamente popolate e costruite della città, parte fatiscente del quartiere del Lagaccio, inutilizzata e destinata dal Puc proposto dalla Giunta a fine 2011, soprattutto all’edilizia abitativa, mettendo in seconda parte usi come servizi e verde.

Dopo sei mesi dall’inizio del percorso di partecipazione “Voglio la Gavoglio”, il gruppo dice no al Puc in via d’approvazione e promuove un percorso di coinvolgimento, partecipazione, progettazione condivisa con gli abitanti della zona e della città.

Il quartiere è stato coinvolto in molte riunioni, elaborazioni e in un incontro pubblico in cui sono state decise diverse azioni tra le quali quella di consegnare diverse osservazioni sul Puc che possano rappresentare un primo tangibile intervento del quartiere nella progettazione futura del territorio in questione e che possano costituire tanti stimoli costruttivi su cui rielaborare il Puc.

Le osservazioni sono state raccolte da molti cittadini singoli e organizzati con diverse realtà come la parrocchia del Lagaccio, la Fratellanza Artigiana Genovese, l’Associazione Quartiere in Piazza, il Gruppo Progettare la Città – la Valle del Lagaccio.

“Voglio la Gavoglio” ha deciso di scrivere una lettera al sindaco Marco Doria, all’assessore all’urbanistica Stefano Bernini e all’assessore ai lavori pubblici Gianni Crivello esprimendo alle istituzioni diverse richieste. La prima è quella di avere delle risposte alle 450 osservazioni consegnate in Comune.

Il gruppo chiede poi al Comune di risolvere alcune questioni come la situazione dell’amianto, chiedendo che sia realizzata al più presto un’analisi e mappatura dell’intera superficie della ex caserma Gavoglio, con tutti i fabbricati, in relazione alla possibile presenza di amianto in edifici fatiscenti e in parte danneggiati, corredata di programma di gestione del problema a breve termine.

“Partecipare è poter decidere” è lo slogan del percorso che finora ha coinvolto il quartiere in riunioni aperte in diverse sedi (Parrocchia, Fratellanza Artigiana, Associazione Quartiere in Piazza, Gruppo Amici Lagaccio), banchetti informativi in diverse strade del quartiere, un incontro pubblico il 23 marzo, la produzione di materiali informativi, la raccolta e consegna delle osservazioni.

Il percorso continuerà nel quartiere nei prossimi mesi per costruire insieme le linee guida e i progetti dell’area Gavoglio e con la lettera al Comune, il gruppo chiede quindi di facilitare e sostenere i percorsi che si realizzeranno in tal senso. Partecipare per decidere, non solo per essere consultati.

I percorsi vedranno momenti di festa e sociali, gruppi di lavoro tematici, coinvolgimento delle scuole, coinvolgimento di tecnici (architetti, urbanisti, operatori culturali e sociali, medici, ecc…), produzione di materiali informativi e documentazioni tecnica).