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Varese-Sampdoria: le nostre pagelle

Retrocessione tra le lacrime. Terribile inizio stagione in serie B. Poi la lenta risalita. Il mercato di gennaio. Iachini che ingrana. La squadra che si ritrova. Serie A.

Da Costa 7: quando non ci arriva lui ci pensa la traversa a salvare la Samp. Il portiere brasiliano non deve compiere miracoli ma risponde sempre presente regalando grande sicurezza all’intero pacchetto arretrato blucerchiato. È bravo nel dire no a Plasmati a 15’ dal termine. Saracinesca.

Rispoli 7: c’è poco spazio per spingere in avanti. Il terzino capisce subito che aria tira e si prodiga nell’aiutare i compagni della difesa. Bello il bolide che fa partite al 55°. Dimostra di avere benzina in abbondanza fino all’ultimo secondo. Treno.

Gastaldello 7,5: nei primi minuti del match il Doria soffre il pressing del Varese. Il capitano fa a sportellate con Granoche per evitare il peggio. Con le buone o con le cattive riesce nell’impresa. Impressionante il numero di cross respinti al mittente. Si concede anche un dribbling con successivo assist (un pelo lungo) per Pozzi. Cerca anche il gol ma non è sempre domenica. Capitano.

Rossini 7: il Varese spinge ma tolta una traversa viene neutralizzato senza troppe sofferenze. Tanto del merito è da attribuire al giovane difensore, una delle più belle realtà di casa blucerchiata. Con il capitano è bravo a lasciare in fuorigioco l’ex Cacciatore proiettatosi in avanti. Muraglia.

Costa 6: come la squadra comincia chiuso in difesa per poi buttarsi in avanti ogni volta che gli viene concessa questa possibilità. Arranca nel finale quando Rivas viene spostato sulla sua fascia di competenza. Attento.

Munari 6,5: comincia sottotono, sembra di assistere alla replica della gara d’andata. Solo un’impressione. Col passare dei minuti trova le misure agli avversari, corre per quattro e smista palloni a destra e a manca. Suo il cross che consente a Pozzi ed Eder di sfiorare il vantaggio al 34°. Ci prova anche da solo ma la mira non è da cecchino. Ritrovato. Dal 76° Laczko: entra per soffrire fino al gol di Pozzi. Riserva.

Obiang 7,5: il solito baluardo in mezzo al campo. Becca un giallo dopo pochi minuti ma non ne rimane condizionato. Anticipa gli avversari biancorossi con precisione chirurgica e cerca di approfittare di ogni spazio che gli viene concesso. È bravo nel limitare l’insidioso Neto Pereira in più occasioni, il centrocampista del futuro. Leader.

Renan 7: partita di cuore e sostanza. Innesca il suo micidiale sinistro solo su punizione. Si prodiga come il resto della squadra nel respingere gli assalti avversari. Ci mette anche la faccia per evitare il contropiede biancorosso, una pallonata al volto che avrebbe messo ko anche i pugili più forti. Combattente.

Soriano 7: si ritrova titolare nella partita della vita. Qualche pallone perso per strada ma corre da una parte all’altra del campo senza battere ciglio, fa da filtro tra centrocampo e attacco con grande personalità. A inizio ripresa lancia Pozzi verso la rete per poi dedicare particolare attenzione alle avanzate di Kurtic. Maturo.

Eder 7: corre fino a quando non viene messo ko da un’entrataccia, dribbla gli avversari come fossero birilli costringendoli spesso ad atterrarlo. Nel primo tempo è Bressan a negargli la gioia del gol. Butta diversi palloni in mezzo all’area avversari che però non sortiscono l’effetto sperato. Lascia il campo dolorante. Fulmine. Dal 57° Pellè 6,5: una mezz’ora abbondante di gara per l’ex Parma, di occasioni da gol nemmeno l’ombra ma in quando a impegno nel far risalire la squadra nulla da dire. Guerriero.

Pozzi 9: entra in campo con gli occhi iniettati di sangue, l’incarnazione della voglia di Serie A. una voglia che lo appanna sotto porta e lo spinge a commettere un fallo dietro l’altro. Dopo il giallo si calma. Terlizzi intercetta la sua capocciata a botta sicura, a inizio ripresa chiede invano un calcio di rigore. Si sacrifica in fase difensiva ma alla prima occasione (al 90’) manda in orbita la Samp. Bomberissimo.

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