Tursi, continua il braccio di ferro sul bilancio: botta e risposta tra Anzalone e Miceli - Genova 24
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Tursi, continua il braccio di ferro sul bilancio: botta e risposta tra Anzalone e Miceli

Genova. Il botta e risposta a distanza tra il capogruppo Idv, Stefano Anzalone, e l’assessore al bilancio Franco Miceli, andato in scena oggi tra i corridoi di Tursi, la dice lunga su quello che succederà al documento economico, e agli equilibri di maggioranza, da qui all’approdo in Aula, votazione finale inclusa.

Di certo, l’iter del bilancio in commissione non sarà una passeggiata di salute. L’Idv è già sulle barriccate da mesi, pronta a presentare emendamenti di peso. “Se le nostre proposte saranno accolte, voteremo a favore, altrimenti in caso restasse questa impostazione saremo assolutamente contrari”, ha detto oggi Anzalone. All’interno delle commissioni, l’Idv proporrà emendamenti importanti “per modificare l’aumento della pressione fiscale e per reperire risorse dove si può e si deve intervenire”. Ovvero sui 6 milioni e mezzo di premi produttività previsti per 100 dirigenti di Comune e partecipate, che “non possono gravare tanto quanto un punto di Imu, visto che tra retribuzione diretta e indiretta arriviamo a circa 20 milioni – spiega il capogruppo Idv – Si deve partire da lì per poi vendere patrimonio immobiliare, dismettere quote delle nostre partecipate, o utilizzare gli 8 milioni nel fondo di riserva che sono soldi liquidi pronti all’uso”. Operazioni che secondo il partito di Di Pietro impiegherebbero un lasso di tempo rapido e con misure efficaci.

“Mettere in piedi cessioni importanti adesso, o anche un mese fa, che possano tradursi entro l’anno in risorse così ingenti è più un fatto teorico che reale – rispedisce al mittente, l’assessore Miceli – Per vendere partecipazioni importanti ci si possono impiegare un anno e mezzo, due anni.

Per quanto riguarda il taglio dei dirigenti, “pensare di recuperare 102 milioni (i soldi che servono a Tursi per garantire i servizi, pena la chiusura) con il taglio dei dirigenti mi sembra irrealistico”.

Infine la revisione della spesa: “esiste l’assoluta necessità di procedere a ulteriori risparmi, ma non mi farei troppe illusioni su chissà quali cifre. Genova non è un comune spendaccione, anzi – conclude Miceli – e proprio perché è un Comune virtuoso è più difficile trovare ingenti forme di risparmio”.

Incerte anche le mosse del Movimento 5 Stelle, che ha confermato di non voler dare subito un no “pretestuoso e demagogico”, ma quanto piuttosto impegnarsi a studiare possibili alternative.