Turismo, -13% di vacanzieri, Ceresi (Assoturismo): "In Liguria molti albergatori pensano di chiudere" - Genova 24
Economia

Turismo, -13% di vacanzieri, Ceresi (Assoturismo): “In Liguria molti albergatori pensano di chiudere”

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Genova. Dal 2010 al 2012, gli anni della crisi, il treno delle vacanze estive ha perso il 13% dei vacanzieri passando dal 79% al 66% che “resiste”. Sono 33,3 milioni quest’anno coloro che andranno nei luoghi di villeggiatura ma erano 39 milioni appena due anni fa. E che la crisi condizioni i programmi degli italiani lo dimostra il fatto che se nel 2010 proprio la fase recessiva spingeva il 13% a non andare in vacanza ora i rinunciatari arrivano al 20%. E comunque ad influire sulle scelte delle ferie estive dominano il fattore reddito disponibile (quest’anno al 39%), la preoccupazione per la situazione economica (22%), le tasse (10%) new entry del sondaggio che segnala ancora una volta il peso di un fisco insostenibile.

Antonio Ceresi, presidente di Assoturismo Liguria, inquadra la situazione a livello regionale: “La sensazione tra gli addetti ai lavori, purtroppo, è che l’andamento sia in decisa flessione. Questa considerazione va fatta al di là delle cifre relative agli arrivi, che possono anche tenere o addirittura crescere, e ai singoli casi di località che, grazie alla loro posizione privilegiata, si difendono meglio di altre. Ad incidere negativamente è infatti la contrazione dei fatturati, causata dal sempre minor tempo di permanenza dei turisti, che nella maggior parte dei casi prenotano per non più di tre o quattro giorni”.

“Anche la settimana piena, ormai, inizia ad essere un’opzione sempre più rara”. A pesare è, naturalmente, il budget sempre più ridotto che gli italiani hanno a disposizione, tra pressione fiscale in aumento, caro benzina e mancanza di fiducia nel futuro: “Come si può pensare che la gente non riveda al ribasso la propria spesa per le vacanze, quando di fatto la maggior parte delle famiglie non ha più soldi da spendere?” si interroga Ceresi.

“A tutto questo – prosegue il presidente di Assoturismo – si aggiunge un’eccessiva rigidità da parte del Governo: fare impresa nel nostro settore è oggi quasi impossibile, e questo perchè, mentre rispetto al recente passato sono cambiate le modalità di fruizione della vacanza, la legislazione impedisce alle strutture ricettive di fare altrettanto. Un esempio lampante: la maggior parte degli albergatori ha alle proprie dipendenze del personale che era stato contrattato in funzione della pensione completa, che però oggi è sempre meno utilizzata dalla clientela. Di conseguenza, ci troviamo a dover riformulare il nostro rapporto di lavoro con i dipendenti, ma le procedure necessarie si rivelano spesso più onerose degli stessi contributi che spettano ai lavoratori. E anche il sistema dei contratti a chiamata, così com’è, non è efficace”.

“Il risultato – avverte Ceresi – è che molti albergatori stanno pensando seriamente di chiudere, o comunque di trasformare le proprie aziende in modo da rinunciare al personale dipendente. Non possiamo più avere persone a libro paga se non c’è lavoro”.