Tornati A casa: tra festa e sfottò Genova ritrova le due squadre in serie A - Genova 24

Tornati A casa: tra festa e sfottò Genova ritrova le due squadre in serie A

Sampdoria A

Genova. “Tornati A casa”. Il tormentone dell’estate genovese è già partito: ieri sera, dopo il fischio finale a Varese, che ha portato la Sampdoria in serie A, sono apparse le prime maglie con lo slogan blucerchiato nel mezzo della festa scoppiata in città. Oggi l’hashtag #tornatiacasa impazza anche su Twitter, mentre il Sampdoria Point ha dato il via a una nuova iniziativa: dalle 16, il negozio ufficiale blucerchiato effettua infatti un’apertura straordinaria. In vendita ci sono le t-shirt “Tornati A casa!”, quelle celebrative della promozione, e tutti i gadget griffati.

Trascorse quasi ventiquattrore, la febbre sampdoriana, iniziata ieri sera con il gol di Pozzi che ha fatto esplodere piazzale Kennedy, non accenna a scendere. In rete, e in particolare sui social network, i tifosi continuano a postare i ricordi di una serata memorabile: la cronaca, le pagelle, ma soprattutto le immagini di una notte che non è ancora il momento di archiviare. Dalla Foce alla fontana di piazza De Ferrari, i commenti blucerchiati fanno il giro della rete. Tra questi escono allo scoperto anche le fedi di insospettabili supporter. L’assessore regionale Renata Briano ieri notte ha confessato angoscia per la Sampdoria, per poi scrivere euforica su Facebook: “Ce l’abbiamo fattAAAA”, liberatorio.

“Evvvvaiiiii!! Di nuovo A!!”, le ha fatto eco la senatrice Roberta Pinotti su Twitter. Anche Marta Vincenzi, di comprovata fede doriana, oggi ha detto la sua: “Be’, stanotte piazza De Ferrari me la sono proprio goduta! Due squadre in A Genova se le merita. Speriamo migliori il calcio pero'”. E poi un monito per il grave fatto di cronaca avvenuto questa notte in via Geirato a Molassana, dove in una maxi rissa sono rimasti feriti cinque tifosi sampdoriani, di cui tre gravi. “Condanna ferma verso i tifosi che hanno provocato feriti e dolore. Vergogna sporcare così un momento bello per la città. Basta”.

Gogliardici, dentro il perimetro della consueta rivalità cittadina, anche gli sfottò tra genoani e sampdoriani, già alle prese con schermaglie e battute al vetriolo ancora prima di tornare al campionato (e al Derby). Il gufo genoano è ormai storia: appollaiato sul trespolo a ogni partita della Sampdoria, ha iniziato la sua opera nei Playoff e l’ha intensificata con l’avanzata blucerchiata. “Gufo il ramo si è spezzato!”, ghignano i doriani tronfi della vittoria e della risalita in A, a un anno dal funerale che i solerti cugini avevano preparato lo scorso campionato, dopo il match contro il Palermo e le lacrime di Palombo. “Belin come vi siete conciati!…….da grifoni a gufi……avete cambiato uccello ma le facce restano quelle”.

“Peccato potevano fare il derby con lo Spezia”, ci prova un genoano. “A parte la mia nota allergia ai colori multicolor del ritorno in A, sono contenta saranno 6 punti fissi, ma aver visto Iachini mangiarsi il berretto beh quello non aveva prezzo”, scrive un’altra tifosa rossoblu. Infine l’ironico appello, a stemperare la tensione per quello che la cronaca, con la rissa tra tifosi, ha macchiato. “Raccolta di fondi a favore della Lipu a favore della strage di gufi avvenuta nella notte. Rivolgersi U.C. Sampdoria”.