Tigullio, sequestrati e rapinati in villa: arrestato uno dei colpevoli, caccia aperta ai complici - Genova 24
Cronaca

Tigullio, sequestrati e rapinati in villa: arrestato uno dei colpevoli, caccia aperta ai complici

Chiavari. E’ stato arrestato uno dei colpevoli della rapina avvenuta nella scorsa notte in una villa di Leivi, proprio alle spalle di Chiavari. Il giovane farebbe parte della banda che non solo avrebbe messo a segno le due rapine  nel Tigullio, ma anche molte di quelle avvenute nel capoluogo ligure.

A chiamare il 113 la scorsa notte è stata l’anziana coppia derubata, rimasta ostaggio per oltre un’ora di tre malviventi che, a volto coperto e armati di bastone, li hanno rapinati di preziosi e denaro.

L’allarme è scattato intorno alle 23.30 e immediatamente sono state informate tutte le pattuglie già presenti in zona ed è stato prontamente allertato l’elicottero dei carabinieri di Villanova d’Albenga, abilitato al volo notturno e dotato di strumentazione tecnica utile per rintracciare fuggitivi o persone smarrite.

Nello stesso tempo sono state organizzate battute congiunte tra polizia e carabinieri per rastrellare tutta la zona boschiva di Leivi. Operazioni che hanno consentito di rintracciare uno dei rapinatori intorno alle 3.30, nascosto in un canneto lungo il greto del torrente Rupinaro, in località San Terenziano di Leivi.

Si tratta di un cittadino albanese di 23 anni, in Italia senza fissa dimora, che corrisponde alle descrizioni di uno dei tre rapinatori fornite dalle vittime. L’uomo è stato arrestato, ma ora prosegue la caccia ai complici.

“Negli ultimi tempi c’è stata una recrudescenza delle rapine in abitazione, per questo, in sinergia e coordinamento con la polizia di stato, si è deciso di intensificare i servizi di controllo del territorio, di intensificare le attività investigative e c’è stato uno scambio di dati quotidiano e costante”, dichiara il maggiore Oreste Gargano, dirigente del Nucleo Investigativo.

Un successo, anche se mancano all’appello gli altri rapinatori. “Il successo dell’operazione è un successo parziale perché si tratta di una batteria di rapinatori particolarmente violenti, dei balordi pronti a tutti pur di portare via quello che potevano arraffare, armati di bastoni, martelli, qualunque cosa si possa raccogliere i strada per poi minacciare le vittime – spiega Fausto Lamparelli, dirigente Squadra Mobile – Quello che ha fatto la differenza è la stata la piena collaborazione sia sul piano investigativo sia sul controllo del territorio, perché solo grazie alla capillarità dei servizi di polizia giudiziaria è stato possibile dare una risposta immediata all’ennesima rapina efferata che ha molte analogie con rapine pregresse, pochi giorni prima”.

Secondo polizia e carabinieri, si tratta della stessa banda che tre giorni fa in località Case Sparse sulle alture di Chiavari ha sequestrato, minacciato e picchiato un direttore di banca e la sua fidanzata, portando via un bottino da oltre 100 mila euro.

“Le attività investigative sono ancora in corso, ma si ritiene che diversi episodi possano essere ricondotti a questa banda per via di alcune analogie tra i vari eventi”, conclude il maggiore Gargano.

Gli autori delle efferate rapine potrebbero essere quindi gli stessi di quelle avvenute negli ultimi mesi a Genova. “Le indagini di polizia e carabinieri sono concentrate sull’individuazione dei due complici, siamo sulla buona strada, ma non è facile – conclude il dirigente Lamparelli – si tratta di soggetti clandestini che hanno il vantaggio di essere ‘invisibili’ sul territorio nazionale”.