Tigullio, sequestrati e rapinati in villa: arrestato anche il secondo uomo, è caccia al terzo - Genova 24
Cronaca

Tigullio, sequestrati e rapinati in villa: arrestato anche il secondo uomo, è caccia al terzo

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Chiavari. Anche il secondo componente della banda specializzata nei colpi in villa che hanno terrorizzato il Tigullio nelle ultime settimane è stato rintracciato e sottoposto a fermo da personale della polizia e dei carabinieri. Si tratta di un ragazzo di 24 anni, albanese, preso mentre si nascondeva all’interno di un casolare abbandonato nella zona di Leivi vicino all’autostrada.

Secondo le prime informazioni, l’uomo aveva con sé della refurtiva. Le forze dell’ordine hanno recuperato uno zaino contenente un computer portatile, un IPad, una fotocamera, gioielli, due telefoni cellulari, alcune schede sim e denaro contante. Sempre in zona è stata rivenuta una borsa, ben nascosta tra i cespugli nei pressi del torrente Rupinaro, contenente orologi pregiati, gioielli e un IPad.

Il primo a cadere in trappola era stato, la notte scorsa, Alfred Maci, 23 anni, clandestino di Tirana, bloccato in un canneto lungo il greto del torrente Rupinaro, in località San Terenziano di Leivi.

“Negli ultimi tempi c’è stata una recrudescenza delle rapine in abitazione, per questo, in sinergia e coordinamento con la polizia di stato, si è deciso di intensificare i servizi di controllo del territorio, di intensificare le attività investigative e c’è stato uno scambio di dati quotidiano e costante”, ha dichiarato oggi il maggiore Oreste Gargano, dirigente del Nucleo Investigativo.

Un successo, anche se mancano all’appello gli altri rapinatori. “Il successo dell’operazione è un successo parziale perché si tratta di una batteria di rapinatori particolarmente violenti, dei balordi pronti a tutti pur di portare via quello che potevano arraffare, armati di bastoni, martelli, qualunque cosa si possa raccogliere i strada per poi minacciare le vittime – spiega Fausto Lamparelli, dirigente Squadra Mobile – Quello che ha fatto la differenza è la stata la piena collaborazione sia sul piano investigativo sia sul controllo del territorio, perché solo grazie alla capillarità dei servizi di polizia giudiziaria è stato possibile dare una risposta immediata all’ennesima rapina efferata che ha molte analogie con rapine pregresse, pochi giorni prima”.

Secondo polizia e carabinieri, si tratta della stessa banda che tre giorni fa in località Case Sparse sulle alture di Chiavari ha sequestrato, minacciato e picchiato un direttore di banca e la sua fidanzata, portando via un bottino da oltre 100 mila euro. “Le attività investigative sono ancora in corso, ma si ritiene che diversi episodi possano essere ricondotti a questa banda per via di alcune analogie tra i vari eventi”, ha concluso il maggiore Gargano.