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Terzo Valico, un’insegnante di Villa Sanguineti scrive a Doria: “Atteggiamento putiniano, impermeabile a ogni dubbio”

Genova. Il Terzo valico si farà. Lo ha chiarito giovedì il sindaco Marco Doria in una conferenza stampa che annunciava l’avvio del primo cantiere che servirà per realizzare la galleria stradale sotto la collina degli Erzelli, parte del sistema della viabilità urbana, che cosnentirà una via alternativa ai mezzi che oggi percorrono via Borzoli per raggiungere la discarica di Scarpino. “Da lì – ha spiegato il sindaco – passeranno anche i mezzi per la costruzione del Terzo Valico”.

Un’opera che sta suscitando molte proteste, dentro e fuori palazzo Tursi. Martedì scorso infatti, una mozione contro il terzo valico ha raccolto firme di consiglieri di Sel, Federazione della sinistra, Movimento 5 stelle e e della stessa Lista Marco Doria. Al neosindaco la mozione non è piaciuta per nulla, e nemmeno al Pd: “L’opera era nel programma e va realizzata. La maggioranza deve mostre coerenze” ha detto Doria.

Ma le proteste non sembrano destinate a placarsi. Fra i vari comitati “no tav, no terzo valico”, ce n’è uno molto particolare perché è nato all’interno di una scuola elementare, quella di Villa Sanguineti a Trasta, in Valpolcevera. Proprio accanto alla scuola verrà infatti aperto uno dei cantieri per il terzo valico e gli uffici saranno collocati accanto alla scuola. E con un cantiere a pochi metri – dicono quelli del comitato per Villa Sanguineti – l’aria non sarà più respirabile tra polvere e amianti”.

Il 20 aprile scorso, proprio da Villa Sanguineti, è partita una pacifica e coloratissima manifestazione di protesta, che ha visto in prima linea i bambini della scuola, insieme a genitori e maestre al grido di “Giù le mani da Villa Sanguineti”.

E oggi Maria Antonietta Dicapita, una delle insegnanti di Villa Sanguineti, ha scritto una lunga lettera aperta al sindaco Marco Doria. Una lettera molto dura, che considera “putiniano, cioè impermeabile a ogni dubbio” l’atteggiamento di Doria.

“Qualunque buon padre di famiglia e, a maggior ragione, qualunque buon amministratore, prima di intraprendere un’impresa che rivoluzionerà interi quartieri della sua città, dovrebbe predisporre le condizioni perché la vita delle persone interessate possa continuare nel miglior modo possibile: ad es., la scuola di Villa Sanguineti sta ancora aspettando la valutazione dell’Arpal che deciderà sulla possibile convivenza tra scuola e cantiere” scrive Dicapita.

“Alla fine, il punto non è tanto che il Terzo Valico si faccia o meno … è che noi cittadini, tutti, vogliamo essere protagonisti, vogliamo essere ascoltati: vogliamo sapere che ogni decisione è davvero preceduta da uno studio e una riflessione accurata! Non la beviamo più la storia che uno/una, solo perché è stato eletto possa, improvvisamente, diventare competente su tutto!
Dimostrateci la vostra serietà, scendete dal piedistallo (dove, per altro, vi abbiamo messo noi!), incontrate la gente … perché è per il bene e la felicità delle gente in carne e ossa della vostra città che dovete prendere le decisioni”

Sul punto, giovedì, il vicesindaco Stafano Bernini, aveva assicurato: “Stiamo riprogettando gli interventi per non investire più il parco della zona”.