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Terzo Valico, duecento lettere di esproprio nell’alessandrino: Merlo cerca di ricucire lo strappo piemontese

Genova. Duecento lettere di esproprio recapitate ad Arquata e Serravalle Scrivia, nell’alessandrino, per i lavori del Terzo Valico. Le disposizioni riguardano già il prossimo mese di luglio. Immediata la reazione del movimento No Tav-Terzo valico che parla di “incredibile atto di violenza e arroganza cui sapremo opporci con intelligenza e determinazione”.

Intanto l’Autorità portuale di Genova sta cercando di ricucire lo strappo tra la Provincia di Alessandria e la Regione Piemonte sul Terzo Valico che ha manifestato l’intenzione di chiamarsi fuori dalla società del retroporto di Alessandria e di disimpegnarsi da Slala, la fondazione per il sistema logistico per il Nord Ovest Italia. La Provincia di Alessandria ha replicato che “senza logistica il Terzo Valico è inutile”.

“Mai mi sarei immaginato che nel momento in cui raccogliamo i frutti del lavoro per il Terzo Valico – ha detto il presidente dell’autorità portuale Luigi Merlo – ci saremo trovati in una situazione di conflittualità tra istituzioni piemontesi, come quella che si è determinata, anche se credo ci siano le condizioni per superarla”. “Penso che Slala sia uno strumento giusto, corretto e funzionale, la nuova giunta regionale piemontese ha tentato una discontinuità, senza però un progetto diverso – ha continuato Merlo – ieri mattina ho incontrato il presidente della Provincia di Alessandria e il sindaco di Alessandria per far dialogare il porto di Genova con tutte le istituzioni piemontesi in modo positivo, la riprogrammazione regionale piemontese dev’essere decisa con sollecitudine”.