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Sgominata la banda delle rapine in villa: preso il quarto uomo a Brindisi, tentava fuga in Albania

Chiavari. Il cerchio intorno alla banda di rapinatori che ha terrorizzato il Tigullio e Genova si è chiuso: anche il quarto uomo è stato identificato dalle forze dell’ordine e poi fermato.

Si tratta di un 39enne albanese, in Italia senza fissa dimora ed incensurato. All’identificazione di Augustin Cani, questo il suo nome, la Polizia di Stato è giunta attraverso il controllo di tutti gli alberghi della provincia. Gli altri tre componenti della banda già fermati, Alfred Meci, Egisen Tola e Nik Baji, avevano infatti alloggiato, insieme al Cani, in due alberghi: il Fiorita e il Modena di Genova tra il 10 e 18 Giugno scorsi.

Grazie all’identificazione, le ricerche del fuggiasco, dalla provincia sono state estese poi in tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione verso le frontiere. E nella tarda serata di ieri la polizia in servizio al porto di Brindisi ha intercettato Cani in procinto di abbandonare l’Italia a bordo di un traghetto in partenza diretto in Albania. Il giovane ha attirato l’attenzione della polizia perché si apprestava a partire completamente privo di bagagli. Il pm di Chiavari ha emesso per Cani un decreto di fermo con l’accusa di rapina aggravata in concorso, a quel punto gli agenti di Brindisi hanno portato il 39enne in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria di Chiavari.

Con la cattura del quarto uomo, la polizia ritiene “di aver completamente sgominato la pericolosa banda di albanesi che ultimamente ha colpito in Liguria”. Sono in corso gli approfondimenti investigativi per comprovare il coinvolgimento dei fermati in altre rapine consumate a Genova e Chiavari con le stesse modalità.

Il primo a cadere in trappola era stato, Alfred Maci, 23 anni, clandestino di Tirana, bloccato in un canneto lungo il greto del torrente Rupinaro, in località San Terenziano di Leivi. Poi fu la volta di Egisen Tola, 24enne albanese, mentre si stava nascondendo all’interno di un casolare abbandonato nella zona di Leivi vicino all’autostrada.

L’uomo, aveva con sé della refurtiva in uno zaino contenente un computer portatile, un IPad, una fotocamera, gioielli, due telefoni cellulari, alcune schede sim e denaro contante. Sempre in zona è stata rivenuta una borsa, ben nascosta tra i cespugli nei pressi del torrente Rupinaro, contenente orologi pregiati, gioielli e un IPad. Quattro giorni fa era finito in manette Nik Baja, 43enne e senza fissa dimora, bloccato alla stazione di Chiavari mentre tentava di scappare su un treno diretto a La Spezia.