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Santa Margherita, presi i topi della movida: moto e scooter scassinati, in manette due ventenni

Santa Margherita. C’è chi in discoteca ci va per ballare e chi, invece, si ferma nel parcheggio per fare incetta di caschi, oggetti personali e tutto ciò che selle e bauletti di scooter e moto possono contenere, nonostante il continuo passaggio degli amanti della movida rivierasca.

Cacciavite alla mano, un 22enne albanese residente da anni a Rapallo e un genovese di 24 anni, scassinatori improvvisati ma non troppo, questa notte avevano però un unico obiettivo: fare razzia nel parcheggio del disco club Covo di Nord Est a Santa Margherita, con la speranza neanche troppo remota di trovare pezzi preziosi o quanto meno di valore sul mercato nero, caschi in primis.

Il piano c’era, ma i due, con qualche precedente specifico alle spalle, hanno fatto i conti senza i molteplici testimoni: verso le 2.30 una segnalazione è arrivata ai carabinieri di Santa Margherita che si sono precipitati sul posto.

“Li abbiamo colti in flagranza di reato – spiega il tenente Pasqualina Frisio, comandante del nucleo oparativo radiomobile della compagnia di Santa Margherita – con il cacciavite in mano”. All’attivo i due avevano già cinque “vittime” e un discreto bottino fra caschi, un profumo e altri oggetti personali. “Inoltre dopo la perquisizione siamo risaliti anche al loro mezzo di trasporto, una vespa risultata rubata a Rapallo qualche giorno fa”. I carabinieri hanno quindi rintracciato i legittimi proprietari, che ignari stavano trascorrendo la serata all’interno della rinomata discoteca, e che, riconosciuta la refurtiva, hanno espresso non troppo velatamente il loro disappunto.

Per evitare che gli animi si scaldassero troppo i due giovani, entrambi disoccupati, sono stati arrestati e portati subito via dai militari. Oggi sono stati processati per direttissima. Accusati di furto aggravato in concorso (sia per la violenza sulle cose, sia per l’orario notturno), porto ingiustificato di chiavi e grimaldelli e infine per ricettazione, sono stati condannati a 6 mesi con pena sospesa e a pagare 200 euro di multa. Inoltre il Questore di Genova, come da richiesta, ha disposto per loro il divieto di fare ritorno nel Comune di Santa Margherita per tre anni.