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Sanità, ortopedia: i genovesi andranno ad Albenga a farsi operare all’anca

Albenga.  In meno di sei mesi, quello che è nato come l’esperimento per contenere le fughe dei savonesi fuori regione per sottoporsi ad interventi di artoprotesi si è invece già trasformato in un “salvatore della patria”. E tutto questo senza scontentare nessuno. Anzi.

Che il governatore della Liguria avesse sposato sin da subito la convenzione che aveva portato un privato a gestire un piano del nuovo nosocomio ingauno – con tanto medici liguri che, finiti i turni in ospedale, si trasferivano in cliniche fuori regione per operare i pazienti non intenzionati ad attendere oltre un anno in lista d’attesa – era noto da tempo, ma che in così pochi mesi la sanità ligure avrebbe deciso di puntare su questo nuovo modello di sanità non era affatto scontato.

Da pochi giorni ad Albenga si operano anche i pazienti imperiesi, dopo l’estate arriveranno anche i genovesi, e c’è da scommettere che prima o poi arriveranno anche gli spezzini.
Tutto questo non in concorrenza con il Santa Corona ma in collaborazione con l’équipe del primario Andrea Camera che continuerà ad operare oltre 1000 pazienti all’anno, di cui il 20% provenienti da fuori regione.


“Albenga e Pietra insieme stanno ormai costituendo un centro importante di Traumatologia e Ortopedia. Anzi, parlerei della concentrazione più importante di questo tipo che ci sarà in Italia” queste le parole usate dall’assessore alla sanità ligure Claudio Montaldo.

“La sperimentazione ingauna è qualcosa sulla quale possiamo ormai contare, il bilancio di sei mesi è davvero positivo – dice il direttore dell’Asl 2 Flavio Neirotti – Un servizio che è stato già allargato agli imperiesi, poi sarà la volta dei genovesi, mentre c’è già qualche spezzino che ricorre alle ‘cure albenganesi’. Santa Corona può comunque continuare a contare sui 1000 interventi della protesica. Insomma, vanno di pari passo la prosecuzione e attrazione su Albenga, ma anche l’appeal e professionalità su Pietra. C’è un equilibrio importante”.

E uno dei protagonisti sarà proprio il primario del Santa Corona che, a breve, inizierà ad operare anche nella struttura albenganese.

Tutti contenti dunque: la Regione, perché risparmierà parecchi milioni di euro; il Comune di Pietra Ligure, perché ha avuto garanzie sul futuro sia della specialità che del nosocomio; e, infine, sorride anche Albenga che vede in questo progetto un futuro sicuro per l’ospedale.

L’unico neo di questa operazione resta nella lunga lista d’attesa per sottoporsi agli interventi nell’ospedale di Pietra Ligure che attualmente è di 13 mesi e, nel futuro, resterà comunque molto alta.