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Sampierdarena piace ai sampierdarenesi? Cittadini d’accordo su verde, sicurezza e sanità ma divisi su Fiumara

Genova. “Vuoi cambiare quartiere?” Il 52,7 % dei residenti del quartiere genovese di Sampierdarena ha risposto sì, quasi 1 su 10 aggiungendo “a ogni costo”, mentre oltre il 40% ha dichiarato di non volersi spostare.

E’ il dato emerso dal recente sondaggio che ha visto protagonisti i sampierdarenesi (residenti e frequentatori abituali) interrogati su qualità della vita, gradevolezza degli spazi pubblici, delle attività commerciali, dei servizi sanitari, degli eventi ricreativi, sport e tempo libero, senza dimenticare l’impatto reale e psicologico dell’area Fiumara, che ha cambiato il volto e la quotidianità della città intera.

Da alcune anticipazioni sui risultati del sondaggio è emersa la richiesta di maggiori spazi verdi dato che i sampierdarenesi denunciano una generale difficoltà a ritagliarsi spazi di socialità nel quartiere, a causa dell’eccesso di traffico pesante.

Nello specifico, le considerazioni in merito alla Fiumara mostrano come il centro commerciale costituisca ormai un elemento fortemente distintivo del quartiere, molto apprezzato da alcuni, così come molto disprezzato da altri (circa un quarto degli intervistati dichiara di non essere a proprio agio in tale spazio. Alla domanda “Dai un’altra definizione della Fiumara”, la maggior parte delle risposte riporta accezioni negative; ad es. “non luogo” , “cattedrale nel deserto”, “luogo di consumi eccessivi” ecc.).

Per quanto riguarda i servizi sanitari l’Ospedale di Villa Scassi registra una valutazione complessiva decisamente positiva.

“Apriresti un’attività economica a Sampierdarena?”: oltre due terzi degli intervistati non lo farebbe, tra le ragioni di tale posizioni prevalgono l’inadeguatezza del quartiere (territorio considerato come poco sicuro e saturo dal punto di vista dell’offerta commerciale) e la crisi contestuale trasversale agli specifici territori. Sorprende il dato che il 21,5% delle persone che invece aprirebbero una nuova attività si dicano motivate dalla volontà di recuperare il quartiere, cioè ad aprire un’attività economica per una forma d’altruismo.

Il tema della percezione della sicurezza emerge in modo evidente dalle risposte “aperte” alla richiesta di individuazione dei tre problemi principali di Sampierdarena: se il traffico (e problemi correlati come inquinamento e rumore) resta la problematica segnalata con maggiore ricorrenza, le questioni riconducibili alla sicurezza e al controllo seguono con percentuali significative e, in questo ambito, le sotto-categorie delle criticità indicate vedono prevalere la prostituzione, la presenza di “bande”, la micro-criminalità (soprattutto agita da migranti) e l’eccessiva concentrazione di luoghi dedicati al gioco d’azzardo e all’intrattenimento “da night club”.

I risultati saranno presentati sabato alle 17,30, nel corso della seconda edizione della “Festa in Villa Scassi” organizzata dal Circolo PD Sampierdarena.

“Questa ricerca è un approfondimento su base più scientifica del dialogo con i cittadini e dell’ascolto dei loro suggerimenti che è sempre stata la nostra parola d’ordine – spiega Monica Russo, segretario del circolo Pd di Sampierdarena e consigliere comunale – Abbiamo deciso di conoscere meglio Sampierdarena e i suoi abitanti, senza fidarci solo delle nostre sensazioni o convinzioni, per entrare in possesso di dati che potessero rappresentare davvero il quartiere. Abbiamo chiesto ai cittadini non solo di raccontarci Sampierdarena ma di scegliere quali priorità dare ai propri bisogni. Sono informazioni importanti, perché uno degli obiettivi della nostra attività politica è quello di fare di Sampierdarena un quartiere-centro dove i cittadini scelgono di vivere e restare perché qui trovano servizi di cui possono usufruire, ambienti urbani moderni vivibili, occasioni di intrattenimento e di socialità adeguate”.

Il questionario, preparato con la collaborazione di Stefano Poli, professore della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, comprendeva una serie di domande in forma di quiz oppure a risposta aperta. E’ stato compilato da 372 persone nell’arco degli ultimi 4 mesi e restituisce un ritratto fedele e per certi versi inedito della vita quotidiana in uno dei quartieri più popolosi di Genova, dove in passato hanno vissuto lo scrittore Emilio Salgari e l’imprenditore Giovanni Ansaldo, il cantante Natalino Otto e i partigiani Giacomo Buranello e Walter Fillak.