Sampdoria-Varese: le nostre pagelle - Genova 24

Sampdoria-Varese: le nostre pagelle

nicola pozzi

Mancano 90’ di sofferenza per trasformare il sogno in realtà. La Sampdoria batte il Varese 3-2; un gol di vantaggio da difendere con le unghie e con i denti nella gara di ritorno.

Romero 6: incolpevole sui gol del Varese, fa tremare i tifosi con un paio di rinvii rasoterra. Nel primo tempo soprattutto, si trasforma in playmaker aggiunto cercando con insistenza le punte. Eclettico.

Rispoli 6: corre come al solito, i cross (anche quelli come in ogni occasione) sono da rivedere. Fa un gran lavoro sugli esterni biancorossi ma quando Rivas segna, il primo a perderselo è proprio lui. Maratoneta.

Gastaldello 7: il capitano entra in quattro azioni da gol su cinque. Sblocca la partita di testa facendo esplodere il Ferraris (20°) per poi trasformarsi in birillo quando Rivas pareggia i conti. Subisce un colpo nel momento in cui il Varese trova il raddoppio, un colpo che non gli permette di proteggere il fortino blucerchiato. Si rifà trasformandosi in bomber anche a 10’ dal termine della gara. Eroico.

Rossini 6: non è l’unico responsabile ma quando la Samp subisce il raddoppio la retroguardia blucerchiata è schierata malissimo, anche lui. Un errore che non influisce sui successivi minuti della sua prestazione fatta di chiusure e contrasti. Carismatico.

Costa 6: partita ordinata ma è tra i responsabili del raddoppio biancorosso. Una pecca che gli costa un voto più alto. Rimandato.

Munari 5,5: non è al top della condizione; grinta e determinazione non gli mancano ma a questa Samp serve di più. Quando il Varese segna il 2-2 è in bambola come la metà dei suoi compagni. Inevitabile la sostituzione. Appannato. Dal 57° Soriano 5,5: a 15’ dal termine dell’incontro gli capita sui piedi la palla della vita, peccato lo sciupi. Buon per lui (e per la Samp) che in squadra ci sia un certo San Gastaldello. Scellerato.

Obiang 6,5: è il faro della manovra blucerchiata. Tocca mille palloni, cerca sempre la soluzione più intelligente. Quando inventa c’azzecca come quando spedisce Pozzi verso il 2-1. Reduce dall’infortunio va in debito d’ossigeno e Iachini lo richiama in panchina. Muraglia. Dal 75° Pellè 6: entra per 15’ di combattimento e fa sentire il proprio fisico. Guerriero.

Renan 6,5: combatte a centrocampo, cerca la porta e serve su calcio d’angolo a Gastaldello il pallone dell’1-1. Il bis lo concede per la seconda capocciata di giornata del capitano. Recupera palloni e macina chilometri. Intraprendente.

Foggia 6: lotta contro il gigante biancorosso Kurtic che gli sta addosso come una piovra. Davide contro Golia. Il folletto doriano ha il merito di non tirare mai indietro la gamba ma c’è poco margine per inventare. Lottatore. Dal 60° Juan Antonio 5,5: solita staffetta, entra subito nel vivo del match ma non trova la giocata decisiva. Impreciso.

Eder 6,5: la squadra sente la fatica della lunga rincorsa ai play-off ma l’ex Cesena corre per quattro. Fa impazzire la retroguardia avversaria e ha il merito di far ammonire il diffidato Troest. Gli manca il gol, a negarglielo è un attento Bressan. Guizzante.

Pozzi 7: trasforma in ora quello che tocca. E di palloni tra i piedi gliene capitano pochi, quelli che bastano per lanciare Eder verso la porta con una deliziosa sponda aerea (19°) e per insaccare la palla del 2-1 al 47°. Sotto porta il numero 9 blucerchiato è implacabile; stupendo anche l’assist di tacco per Eder che però non sfrutta il cioccolatino del compagno. Re Mida.