Sampdoria, lo snervante Benitez e la suggestione Palombo: e se dovesse restare? - Genova 24

Sampdoria, lo snervante Benitez e la suggestione Palombo: e se dovesse restare?

Esultanza Palombo - Sampdoria Padova

Genova. La Sampdoria, dopo la splendida cavalcata del girone di ritorno che le ha concesso l’accesso ai playoff dove ha ottenuto il ritorno in serie A, deve costruire la squadra che affronterà la massima serie. Deve decidere cosa vuol diventare da grande: recuperare immediatamente la sua nobiltà con nomi altisonanti oppure giocare il ruolo di mina vagante, confermare la linea verde, giocare sui polmoni, sulla generosità.

Rafa Benitez per ora ha funzionato solo da alibi, tutto fermo in sua attesa. Allenatore da top team che rifiutò anche la Juventus, campione d’Europa e del mondo, capace di far giocare il Liverpool all’Anfield un gioco efficace e cattivo e vincere in tre paesi di versi compresi l’Italia. La Sampdoria che si è trovata in serie A al 90’ della finale di ritorno contro il Varese e che per cautela e scaramanzia non ha potuto preparare la serie A se non da quel momento, ora deve cominciare a correre. Se necessario, uscire anche dall’enigma Benitez (ancora caso Juventus, ultima squadra che il madridista rifiutò: dopo mesi di negoziazione lasciò a piedi il club di Galileo Ferraris, esiti: due settimi posti e stagioni disastrose).

La Sampdoria deve guardare in casa e capire che giocatori come Sergio Romero, Daniele Gastaldello, Renan, Pedro Obiang, lo stesso Munari, Nicola Pozzi ed Eder sono da serie A.

Risolte le comproprietà rimane ora la valutazione sul ritorno dai prestiti: Massimo Maccarone, Angelo Sammarco, Federico Piovaccari, Fabrizio Cacciatore, Tissone, Fabrizio Cacciatore, Angelo Palombo.

In un mercato in cui circolano pochi denari, in un mercato che per ora appare ancora bloccato e che potrebbe risolversi solo con acquisti low cost di promesse sudamericane o giocatori che si sono ben disimpegnati durante l’europeo, escludere ex ante di reintegrare giocatori che conoscono l’ambiente Sampdoria, che con la squadra hanno un debito, e che hanno le qualità per stare in serie A potrebbe essere davvero insidioso.

Se per Piovaccari e Maccarone nonostante presunti pentimenti il destino è lontano da Genova, a Corte Lambruschini sanno che escludere a priori giocatori come Cacciatore (nonostante le finali playoff giocate nel Varese alla morte non sono piaciute al clan blucerchiato), Tissone (che potrebbe essere un discreto rincalzo di centrocampo) e Sammarco potrebbe non essere una strategia premiante.

La suggestione più grande in queste ore però sembra legata ad Angelo Palombo, il capitano, l’uomo delle lacrime per la serie B e di partite spente nella serie cadetta. La voglia di riscatto c’è, sirene da fuori ce ne sono poche (l’ingaggio non è basso), la capacità di stare nel gruppo è innata, il ricordo che hanno di lui società, squadra e tifosi è ottimo: e se il primo acquisto fosse il ritorno di Palombo?