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Relazione parlamentare sulla sanità ligure: i genovesi maglia nera nella spesa pro capite foto

Genova. Il capoluogo ligure sfora la media della spesa sanitaria pro capite. Questo dato è stato evidenziato oggi, durante la relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sullo stato della sanità ligure, che risulta frammentaria, disomogenea, sprecona.

relazione sanità

Allo stesso tempo, la commissione promuove il duro piano di rientro dalle secche portato avanti dal governatore Burlando e dall’assessore regionale Montaldo. La “cura dimagrante” in politica sanitaria, quindi, andrà avanti e con le scelte che hanno già sollevato un polverone, a partire dai declassamenti dei pronto soccorso a presidi di primo intervento e dagli accorpamenti delle centrali 118.

La relazione, hanno spiegato oggi gli onorevoli Massimo Zunino e Lucio Barani, “resitituisce una valutazione complessivamente positiva dei conti della sanità e dell’effettiva tutela del diritto alla salute dei cittadini”. Quello che salta subito agli occhi è la sperequazione della spesa media pro capite, nelle diverse province e Asl di riferimento. Mentre, per contro, la spesa farmaceutica appare virtuosamente in calo.

Negli ultimi anni, infatti, la Regione ha attuato pratiche di contenimento della spesa farmaceutica. In base ai dati Agenas, si è passati da 240 milioni di euro nel 2010 a 225 milioni nel 2011, con una riduzione complessiva del 5,8% da un anno all’altro.

Invece la spesa media per cittadino residente cambia in modo disomogeno da Asl ad Asl. La media regionale è di 1.969 euro. Le difformità si notano nelle singole aziende sanitarie: la Asl 3 Genovese registra una spesa media pro capite di 2.144 euro, la Asl 2 Savonese di 1.894, la Asl 5 Spezzina di 1.847, la Asl 4 Chiavarese di 1.810, la Asl 1 Imperiese infine di 1.712 euro.

E’ evidente che per l’Asl Genovese lo scostamento in più sulla media è pari a circa il 9%. Problematica dovuta al numero di strutture ospedaliere complesse e di servizi medici. La spesa media pro capite è inferiore nell’Imperiese e nello Spezzino, dove non c’è una rete ospedaliera altrettanto adeguata e le Asl hanno maggiore difficoltà nel contenere le liste d’attesa sia per i ricoveri programmati che le prestazioni specialistiche ambulatoriali.

La pressione sui pronto soccorso da parte dell’utenza è sempre elevata e assorbe energie e fondi. “C’è un grande problema di educazione dei cittadini – sostiene l’assessore Montaldo – Si va ancora al pronto soccorso per problemi poco importanti. Chiediamo i medici di famiglia di associarsi e di aprire gli studi dal lunedi al venerdi almeno 8 ore, alternandosi: questa soluzione offre al cittadino maggiore sicurezza, ma lo stesso cittadino si deve rivolgere a loro; il pronto soccorso deve essere lasciato libero per chi ha problemi più seri”.

“Poi – conclude l’assessore regionale alla salute – si sta lavorando sulla turnazione dei posti letto e la dimissione puntuale, nonché sulla tempistica degli esami: sono obiettivi cogenti per tutti i direttori generali delle Asl”.

Così il governatore regionale Claudio Burlando: “La sanità vive e vivrà un momento molto complicato perché dovrà far fronte a bisogni crescenti con risorse decrescenti. Credo che ormai sia chiaro a tutti. Quindi la capacità di fare scelte per indirizzare risorse scarse nelle direzioni più giuste caratterizzerà il lavoro degli amministratori, anche perché non credo sia vicino il tempo in cui il fondo per la sanità riprenderà a crescere. Noi stiamo lavorando in questa direzione, intervenendo sui costi in modo massiccio, anche se ancora non sappiamo se questo ci permetterà di raggiungere l’equilibrio di bilancio”.

“E’ evidente che nessuno di noi è immune da errori, tuttavia mi par di capire che emergano tanti elementi positivi dalla relazione che si presenta oggi” conclude Burlando.