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Presentata a Genova la ricerca sull’apprendistato professionalizzante del Nord Ovest

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Genova. E’ stata presentata recentemente al NH Marina di Genova la ricerca la ricerca sull’apprendistato professionalizzante dal titolo “Rilanciare l’apprendistato, opportunità di crescita per giovani e aziende”,realizzata da Gi Group, agenzia italiana per il lavoro, insieme a OD&M Consulting, nell’ambito del Road Show nazionale promosso sul tema.

Dall’indagine è emersa una fotografia degli apprendisti del Nord Ovest italiano, per quanto concerne l’età degli apprendisti si può affermare che il 62,5% delle aziende che hanno utilizzato il contratto di apprendistato lo ha fatto per inserire in azienda ragazzi di età compresa tra i 21 e i 25 anni e over 25, il 12,5% per giovani di età inferiore ai 20 anni. Se si considera il totale dei giovani apprendisti inseriti negli ultimi tre anni, invece, il 72,4% ha più di 25 anni, il 27,4% un’età compresa tra i 21 e i 25 anni, mentre solo lo 0,3% ha un’età inferiore ai 20 anni.

I motivi che spingono un’azienda ad utilizzare l’apprendistato sono nella maggior parte dei casi di carattere economico (87,5%); seguono, con una percentuale pari al 37,5%, la necessità di formare i lavoratori secondo le proprie esigenze e con il 25% la ragione di far crescere all’interno dell’azienda i propri dipendenti; solo il 12,5%, invece, dichiara di utilizzare lo strumento per testare le capacità dei lavoratori prima di una loro assunzione a tempo indeterminato.
Al contrario, il 20% delle aziende del Nord Ovest Italia che fino ad oggi non hanno utilizzato l’apprendistato, indicano tra i motivi della loro scelta, dopo l’eccessiva complessità dal punto di vista normativo (40,0%), di non averne bisogno e di non esserne interessate, oltre a non sapere dove trovare gli apprendisti più adatti 13,3%.

L’apprendistato nell’area del Nord-Ovest Italia sembra rivolto soprattutto a quelle professionalità che non necessitano particolari ricerche sul mercato del lavoro. La maggior parte delle aziende ha utilizzato l’apprendistato per tutte le professionalità senza particolari distinzioni, oltre che per le professionalità “comuni”, vale a dire quelle più facili da reperire sul mercato (43,8%). Solo una minoranza (12,5%) lo ha utilizzato per le professionalità cosiddette “alte”.

Esattamente la metà delle aziende interpellate (50%) dichiara di aver utilizzato l’apprendistato per tutti gli inserimenti di personale giovane; a seguire il 18,8% delle realtà lo ha utilizzato per i giovani ritenuti strategici per l’azienda, ovvero quelli con cui si vuole instaurare un rapporto a lungo termine.

Un aiuto considerato utile dal 42,9% delle aziende interpellate è rappresentato dal supporto legato alla formazione degli apprendisti; pari al 57,1%, invece, il dato percentuale registrato per quanto concerne l’utilità di un supporto nell’interpretazione normativa.