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Economia

Piaggio Aero: Sestri arranca mentre Villanova d’Albenga corre

Villanova D’Albenga. Luci e ombre su Piaggio Aero: da una parte il trasferimento nel nuovo stabilimento di Villanova D’Albenga, con i lavori che termineranno nel 2013 e la fisionomia che emerge già dalla struttura su 50 mila metri quadri di superficie coperta. Dall’altra gli striscioni sul tetto dello stabilimento genovese di Sestri Ponente, dove per 300 lavoratori è scattata la cassa integrazione straordinaria.

Oggi la direzione aziendale, durante un sopralluogo nel cantiere di Villanova a cui hanno partecipato anche i sindacati, ha confermato risorse e piani produttivi per il 2012-2013, nell’ambito di quella che sarà la complessa operazione di trasferimento.

Anche i delegati genovesi della Rsu hanno constatato la celerità con cui procede il cantiere, ma le proccupazioni per il versante sestrese non si sono diradate, tutt’altro. Ferma restando la riduzione delle vendite del P180, non ci sono novità di rilievo sul velivolo P1XX, più imponente, che da tempo l’azienda aeronautica conta di lanciare ma che sinora non ha portato certezze.

Se i lavoratori nella sede finalese in delocalizzazione continuano a produrre pezzi per il P180, a Sestri Ponente si avvertono le criticità, anche per le politiche commerciali di Piaggio che sono cambiate: l’assemblaggio inizia solo al versamento di un sostanzioso acconto da parte del cliente; niente ordine e acconto, niente impegno per le unità lavorative genovesi. Di qui la riapertura della cassa integrazione straordinaria.

Il trasferimento della manodopera riguarda, per ora, le unità impiegate a Finale, che occuperanno gli spazi villanovesi. A Genova invece sindacati e lavoratori continueranno a tutelare i comparti di assembleaggio e la carpenteria.

L’imperativo ora, superato il timore del trasferimento, è vendere i prodotti, date anche le difficoltà in cui versa lo stabilimento di Sestri Ponente, con 300 lavoratori coinvolti nella Cigs e l’introduzione del venerdì di ferie. La situazione secondo i sindacati genovese, in caso l’azienda non desse “segni di risveglio” con la presentazione di un piano industriale, diventerebbe altamente drammatica.

Dalle strategie di produzione, oltre al veivolo P180, che vede una riduzione delle vendite, potrebbe emergere un ripensamento su altri prodotti. C’è il pattugliatore, un 180 modificato per il settore militare, e ci sarebbe il P1XX su cui però permane attualmente l’incertezza.

Così il direttore generale di Piaggio Aero Industries, Eligio Trombetta: “Siamo tutti commossi nel vedere la concretizzazione di un progetto importante. Questo è il futuro dell’azienda, che continua ad operare su siti diversi con le loro specificità. Non bisogna parlare di invidie; tutti devono essere soddisfatti di questo investimento nell’interesse della produzione”.

“L’ambiente economico che ci circonda deve essere convinto di questo sviluppo. Cerchiamo di fare le cose ben fatto e credibili. Completeremo entro quest’anno e l’anno prossimo si realizzerà il trasferimento: quindi nel 2013 sarà uno stabilimento vivo” conclude il dg Trombetta.