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Patronati, truffa ai danni dei cittadini: quattro condanne, cade l’associazione a delinquere

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Genova. La prima sezione penale del Tribunale di Genova, presieduta dal giudice Gabrio Barone, ha condannato questa mattina Roberto Piaggio, responsabile regionale del patronato Acai a quattro anni e tre mesi di reclusione per il reato di truffa. Oltre venti i capi di imputazione autonomi per il funzionario accusato (e reo confesso) nei confronti di cittadini privati, tra cui molti anziani e disabili, a cui era stato chiesto di pagare prestazioni in realtà gratuite.

Condannati con Piaggio anche Stefano Guicciardi, responsabile regionale dell’Inas Cisl (2 anni, pena condonata), il medico Antonio Ferrari (10 mesi, pena condonata), difeso dall’avvocato Andrea Vernazza e Massimo Ramenzoni (sei mesi, pena condonata) difeso dall’avvocato Lucia Pascucci.

Sono invece stati assolti la moglie di Ferrari, l’avvocato Costantina Sarzi Amadé, accusata di falso per l’autentica delle firme sui mandati di citazione, Paolo Nassano (difeso da Giovanni Scopesi), Andrea Greco e Paolo Pucci.

A cadere sono state le due accuse di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, sia nei confronti di privati, sia nei confronti dello stato: “Non ha retto l’impianto dell’accusa, basato su quanto aveva riferito la polizia, che aveva visto in questi fatti un complesso disegno criminoso” ha commentato l’avvocato Romano Raimondo, difensore di Sarzi Amadé.

Per Roberto Piaggio il pubblico ministero Luca Scorza Azzarà aveva chiesto 4 anni e 8 mesi. “La sentenza attesta la credibilità del mio cliente – spiega l’avvocato Elena Fiorini – e il fatto che non sia l’unico responsabile dei reati, di cui si è assunto pienamente l’onere. Per il resto attendiamo le motivazioni, ma certamente faremo appello”.

Il processo, che vedeva alla sbarra nove persone, era partito dalla denuncia di un pensionato che si era rivolto a un patronato per una pratica di successione, a cui erano stati chiesti 8 mila euro in tre tranche.