Moto mondiale Trial in Val D'Aveto, attesi in 10 mila, Italia Nostra Tigullio: "Massima cautela per l'ambiente" - Genova 24

Moto mondiale Trial in Val D’Aveto, attesi in 10 mila, Italia Nostra Tigullio: “Massima cautela per l’ambiente”

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Santo Stefano D’Aveto. Centottanta piloti già iscritti al campionato mondiale di trial che si terrà sabato 7 e domenica 8 luglio a Santo Stefano d’Aveto. E’ la prima volta che la Liguria ospita una competizione di questo genere.
Un circus motoclistico mondiale che porterà in Val d’Aveto e nella Riviera di Levante, per una settimana, oltre 10 mila presenze (e prenotazioni alberghiere) fra equipaggi, addetti ai lavori e pubblico, oltre che prenotazioni
Le qualificazione e le varie fasi preparatori avranno inizio mercoledì 4 luglio fino a domenica, giornata clou, con la disputa del mondiale.

Durante la presentazione in Regione, alla presenza degli organizzatori del Motoclub della Superba, con i rappresentanti della FIM- Federazione Motociclistica Italiana, il sindaco di Santo Stefano d’Aveto, Giuseppe Maggiolo, e l’assessore allo Sport Gabriele Cascino hanno rimarcato l’importante ricaduta turistica per il Levante genovese.
Maggiolo ha affermato che il mondiale di trial rilancia, insieme con gli impianti sciistici, il ruolo di capitale del turismo sportivo di Santo Stefano d’Aveto.

Non è d’accordo la sezione Tigullio di Italia Nostra che proprio a sindaco, a Parco Naturale Regionale dell’Aveto e all’assessore regionale all’Ambiente ha scritto una lettera di “raccomandazioni”.

“E’ una disciplina sportiva che può presentare problemi di convivenza con la tutela ambientale – spiega l’associazione ambientalista – mentre da un altro canto ci si aspetta un riscontro positivo per l’economia turistica locale. Chiediamo quindi la massima cautela e sorveglianza nella scelta dei tracciati di gara e nello svolgimento in modo da eliminare qualsiasi possibilità di effetti negativi sull’ambiente naturale”.

Italia Nostra Tigullio punta infatti il dito su eventuali conseguenze dannose come “l’erosione, l’inquinamento, il rumore e l’affollamento di partecipanti, squadre ausiliare e pubblico in aree delicate cui giova il massimo rispetto e tranquillità. Questo anche alla luce delle foto delle gare svoltesi negli scorsi anni, dalle quali si poteva constatare la presenza delle moto e le loro evoluzioni in arrampicata in paesaggi al centro di ambienti naturali di pregio, che di tutto avrebbero bisogno tranne che di motocliclisti al massimo dei giri. Se quello è il loro modo di godersi i panorami – conclude la presidente Anna Maria Castellano -potrebbero apprezzarli con più agio al cinema”.