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La consulta regionale per l’Handicap scrive a Balduzzi: “Su trasporti e servizi sanitari soluzioni inaccettabili”

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Genova. Nel giorno della relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sullo stato della sanità ligure, un altro caso, dopo la denuncia dei sindacati sui pronto soccorso in tilt per l’emergenza afa, scoppia a Genova.

A lanciare il j’accuse è questa volta la Consulta Regionale per l’Handicap che oggi ha inviato lettera al ministero della Salute, Renato Balduzzi per evidenziare una situazione che ogni giorno, per disabili e pazienti affetti da gravi patologie, diventa sempre più drammatica. L’esempio è l’ultimo trasferimento in Valpocevera del servizio sanitario da via Cordanieri all’ospedale Celesia. “E’ assurdo che centinaia di utenti anziani e disabili debbano raggiungere tale struttura che non è servita da mezzi idonei ed è ubicata sule alture del quartiere – spiega Giacomo Piombo, consulta regionale per l’Handicap – impossibile accettare soluzioni che vanno contro una fascia di utenti molto compromessi sia per l’età sia per la disabilità, motoria, psichica, sensoriale, e che ha necessità di visite specialistiche, prenotazioni e quantaltro”.

Un altro aspetto, discusso ma senza nessuna soluzione, è quello del trasporto di persone gravemente compromesse. “Asl3 e Regione non hanno rinnovato le convenzioni con le pubbliche assistenze. La conseguenza è che i pazienti devono ricorrere al taxi – sottolinea Piombo – ammesso che la patologia glielo consenta oppure alle stesse pubbliche assistenze ma a pagamento, da informazioni ricevute si chiedono anche 100 euro per trasporto degli utenti in centri di riabilitazione, dializzati, visite specialistiche”. Il risultato è che in molti disertano le strutture più lontane, come la Colletta ad Arenzano o il centro riabilitazione a Nervi.

“Il problema non riguarda solo la Valpocevera e i disabili, su cui il discorso andrebbe poi allargato anche alle mancate politiche sull’inserimento lavorativo, ma è molto più generalizzato – aggiunge Piombo – il piano regionale di razionalizzazione prevede la chiusura di servizi sanitari in varie aree territoriali: l’ospedale Gallino a Pontedecimo, quello di Busalla, quello di Recco, solo per fare degli esempi, ma i finanziamenti per nuove aree sanitarie non ne esistono. Con l’ospedale di Ponente che è al momento solo un nome dove andranno secondo loro gli utenti?”.