L’estate tribolata del Grifone e un calciomercato ancora senza rotta - Genova 24

L’estate tribolata del Grifone e un calciomercato ancora senza rotta

Genoa - presentazione Lo Monaco

Genova. Un estate più tribolata il Genoa non la ricorda dal 2005. La presunta valigia scambiata per comprare il match con il Venezia e la conquista della serie A modificata in condanna in serie C.

A sentire tutto quello che sembra accaduto in questi ultimi anni la ricostruzione di quell’episodio risulta ancora più incredibile. Manipolo di giocatore che mette in scacco la serie B per anni e qui una partita casalinga che la squadra nettamente più forte doveva vincere contro un’avversaria che non aveva da chiedere nulla al campionato e si è ricorsi alla valigetta, di nascosta. Bah. Misteri di epoca pre calciopoli, quando le cose non andavano meglio di ora e forse lì il potere non solo era nelle mani di pochi, ma ce l’aveva pure con Enrico Preziosi.

Estate tribolata si diceva: le allucinanti e lancinanti rivelazioni che emergono sia dall’inchiesta sportiva sia da quella giudiziaria relativa al calcioscommese (con il coinvolgimento vero e presunto di giocatori che per anni hanno rappresentato la squadra e indossato con onore la maglia: Sculli, Milanetto, Criscito, Kaladze); in mezzo a questo bailamme nel mirino anche il derby più “godurioso” per un tifoso genoano, quello che sostanzialmente a tempo scaduto condannò la Sampdoria alla retrocessione; a proposito di derby, i cugini che ottengono la serie A, e questa per un genoano non è una notizia neutra (con annessa, e ancora presunta, rissa tra tifosi che ha portato al ferimento di tre supporter blucerchiati); e ancora, la retromarcia di Preziosi e le sue accelerate (arriva Longo va via Gilardino, poi la virata: “Gilardino potrebbe restare”); l’arrivo di Lo Monaco e la speranza di una rivoluzione.

Il Genoa dunque appeso a un’estate tribolata. La volontà che emerge da Villa Rostan (e in questo Lo Monaco sembra tirare dritto) è quella di non badare a tutto il caos attorno e tirare dritti nella costruzione della squadra: 1) per presentare una compagine dignitosa nella prossima stagione; 2) per migliorare l’organizzazione affinché il Genoa possa fare passai avanti e non drammatiche virate come l’ultima stagione.

I segnali non sono incoraggianti. Facciamo l’esempio dell’attacco, dove il Genoa più si sta muovendo: i nomi che circolano sono due Mutu – il rumeno è reduce da una stagione infelice al Cesena – e Insigne – la rivelazione del Pescara. Segnali opposti, di filosofie differenti: il giocatore affermato e in declino, la giovane promessa da scoprire. Le direzioni sembrano configgere. Poi ci sono le comproprietà di giocatori forti che tutti vogliono e chissà se vestiranno mai rossoblù (Immobile e Destro).
Insomma: estate tribolata, molti i campi su cui giocare, ammettiamolo, sarà difficile tenere fermezza e lucidità su tutti i fronti.