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“Genova non è finita: 10 per 100 anni di carcere”: in rete l’appello con un testimonial d’eccezione, Ascanio Celestini

Genova. A 11 anni di distanza, il G8 di Genova continua a far parlare di sé. Proprio nei giorni in cui si sta celebrando a Roma il processo in Cassazione per il fatti relativi alle violenze perpetrate all’interno della scuola Diaz (la sentenza è attesa per domani o al massimo sabato), grazie ai social newtork un gruppo di attivisti sta cercando di focalizzere l’interesse su un altro processo relativo al G8 del 2001: quello che vede imputati 10 manifestanti accusati del reato di “devastazione e saccheggio” e condannati in secondo grado a pene agli 8 anni ai 13 anni di carcere. Per loro il processo in Cassazione comincerà tra un mese, il prossimo 13 luglio.

L’appello ha un testimonial d’eccezione, l’attore teatrale e scrittore Ascanio Celestini che invita a firmare l’appello “10 x 100 anni di carcere, Genova non è finita”. L’appello è stato finora condiviso da oltr 10 mila persone.

“La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001 – si legge nell’appello – rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana. Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio”.

“Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”, il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco”.

“Non possiamo permettere – scrivono gli attivisti – che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate”.