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Genova, impianti sportivi tra “tapulli” e chiusure: mille firme per salvare la piscina di Nervi foto

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Nervi. Mille firme per salvare la piscina Mario Massa di Nervi. Dal 15 maggio, giorno della serrata, la delegazione di Nervi (e dintorni) non si è arresa: residenti e appassionati hanno dato vita, spontaneamente, a una “petizione” ad hoc.

“Le firme, quasi mille, ottenute in pochi giorni e in maniera totalmente spontanea, testimoniano quanto la piscina Mario Massa, sia nei cuori dei nostri cittadini”, commenta Federico Bogliolo giovane capogruppo UDC che il mese scorso, sulle criticità della piscina aveva presentato un’interrogazione in Municipio, chiedendo un intervento immediato.

La chiusura, determinata da un aggravarsi delle condizioni tecniche dell’impianto, non ha scoraggiato i cittadini che per motivi sportivi, di svago e non solo, erano abituati a frequentare la piscina-simbolo della storia di Nervi. L’attività svolta all’interno dell’impianto, a partire dagli anni ’60, ha coinvolto un considerevole numero di persone che hanno coniugato passione per lo sport e amore per il territorio.

“Giustamente i cittadini fanno appello per salvare la piscina – spiega ancora Bogliolo – Su questo punto è opportuno non solo intervenire attraverso operazioni di facciata, ma mediante un intervento indirizzato al restauro completo dell’intero impianto. Sono troppe le criticità emerse, dovute sia all’usura dei tempi, sia al non sempre effettivo interessamento delle precedenti amministrazioni locali, che hanno preferito il ‘bagno delle parole’ piuttosto che atti concreti. Basta con la politica dei ‘tapulli’, non possiamo rimandare a un futuro non definito quello che avrebbe già dovuto esser fatto. Sono fiducioso, e credo che arriveremo a buon risultato”.

La piscina attualmente presenta diverse fenditure con conseguenti esose perdite d’acqua: nel 2006 si spendeva per l’acqua intorno ai 10.251 euro, nel 2007 siamo passati a 23.154 euro e nel 2010 addirittura a 74.481 euro, questo anche perché, ad oggi, la piscina è priva di uno scolmatore per il riciclo e la depurazione delle acque.

Da levante a ponente la situazione dell’impiantistica, un tempo comunale, non cambia. Anche l’altra storica piscina, a Voltri, gestita dalla società sportiva Mameli, deve affrontare un 2012 difficile, con il termine della concessione (in scadenza questo mese) e l’aggravante dell’intimazione ASL 3 per la demolizione della sezione degli spogliatoi sul lato est, a causa della presenza di un tetto in amianto che non può essere sostituito.

“Giustamente i cittadini fanno appello al fine di salvare la piscina – spiega ancora Bogliolo – Su questo punto è opportuno non solo intervenire attraverso operazioni di facciata, ma mediante un intervento indirizzato al restauro completo dell’intero impianto. Sono troppe le criticità emerse, dovute sia all’usura dei tempi, sia al non sempre effettivo interessamento delle precedenti amministrazioni locali, che hanno preferito il ‘bagno delle parole’ piuttosto che atti concreti. Basta con la politica dei ‘tapulli’, non possiamo rimandare a un futuro non definito quello che avrebbe già dovuto esser fatto. Sono fiducioso, e credo che arriveremo a buon risultato”.

La piscina attualmente presenta diverse fenditure con conseguenti esose perdite d’acqua: nel 2006 si spendeva per l’acqua intorno ai 10.251 euro, nel 2007 siamo passati a 23.154 euro e nel 2010 addirittura a 74.481 euro, questo anche perché, ad oggi, la piscina è priva di uno scolmatore per il riciclo e la depurazione delle acque.