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Genova, “Adotta il ghetto”: inaugurato l’ambulatorio gratuito per la popolazione del centro storico foto

Genova. Un nuovo servizio inaugurato stamattina andrà ad ampliare il vasto progetto attivato nel “ghetto” di Genova. La sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Comune di Genova, Asl 3, Associazione Afet Aquilone Onlus e Cooperativa sociale Mater Domina ha ratificato la collaborazione tra soggetti pubblici e privato sociale che si è concretizzata nell’offerta di prestazioni sanitarie e di accoglienza che permettono all’ambulatorio a bassa soglia del Ghetto di far fronte alla domanda della popolazione del centro storico, senza distinzione di genere, lingua, religione o nazionalità, e alla sanità pubblica di drenare accessi impropri dai pronti soccorsi cittadini.

Un nuovo fondamentale anello della catena, che va ad aggiungersi ad altri servizi già offerti. “Lo sportello multilingue fa parte di un progetto più complesso, che da oggi comprende anche il nuovo ambulatorio, dove verranno date informazioni sul servizio sanitario e verrà anche rilasciato il permesso per chi non ha lavoro e quindi non ha un medico di base – spiega Rossella Ridella, responsabile del progetto – Il servizio prevede attività con accoglienza, docce, possibilità di fare lavatrici, indicazioni sui servizi, avvocati che fanno consulenza legale e oggi quello che inauguriamo è un ambulatorio sanitario che vede un mix tra volontariato e Asl, che ha distaccato per alcune ore alla settimana un certo numero di medici”.

All’ambulatorio si possono rivolgere persone che vengono da altri Paesi, persone indigenti e che hanno difficoltà nel rivolgersi ai servizi sanitari tradizionali. “Il progetto è sostenuto con piccoli contributi, anche del ministero dell’Interno, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti ed ecco perché l’iniziativa di oggi si chiama ‘Adotta il ghetto’ – conclude Ridella – servono tante risorse per fare in modo che questa realtà rimanga un presidio sempre attivo”.

All’inaugurazione ha preso parte anche l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo. “Un contributo che il sistema sanitario dà anche agli stranieri e alle persone in maggiore difficoltà del centro storico, un quartiere particolarmente difficile, che nel corso ultimi anni è oggetto di un programma di recupero, fatto anche di attività utili alle persone come quella che inauguriamo oggi”, dichiara.