Finmeccanica, proclamato lo sciopero: "Da Governo solo silenzio, nessun confronto con la comunità ligure" - Genova 24
Economia

Finmeccanica, proclamato lo sciopero: “Da Governo solo silenzio, nessun confronto con la comunità ligure”

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Genova. Sciopero di tutti i lavoratori Finmeccanica contro le cessioni e il ridimensionamento di Finmeccanica. Lo hanno deciso e programmato per venerdì 15 giugno i sindacati uniti al grido (d’allarme) “perseverare è diabolico”.

“Malgrado le numerose iniziative intraprese nelle scorse settimane a difesa delle aziende di Finmeccanica, dalle Organizzazioni Sindacali e dai lavoratori, assemblee, convegni, incontri e scioperi, ad oggi il Governo non ha ancora ritenuto opportuno avviare un confronto con la comunità ligure per discutere dei destini di queste aziende. Ci auguriamo che nei prossimi giorni il Ministro trovi il tempo per affrontare questo problema”, annunciano Fim, Fiom e Uilm.

Il Gruppo Finmeccanica sembra deciso a concentrarsi sui settori dell’Aeronautica, gli Elicotteri e l’Elettronica per la difesa, portando avanti il Piano di cessione di alcune aziende tra cui Ansaldo Energia ed STS, oltre all’integrazione delle 3 Società dell’Elettronica per la difesa, “nell’assoluto silenzio del Governo e con deboli segnali da parte di tutti gli Enti Locali”.

“Finmeccanica ha dimenticato la netta opposizione espressa dai lavoratori, dal Sindacato e dagli Enti Locali su questi obiettivi – si legge nel comunicato di Fiom, Fim e Uilm – il nuovo in Finmeccanica è esattamente come il vecchio, ripropongono lo stesso schema: i dirigenti creano i debiti, incapaci di proporre Piani Industriali di consolidamento e di crescita, riducono il patrimonio industriale presente per concentrarsi sulla redditività immediata di questa o di quell’azienda. Basta, il Governo ci dica cosa ne pensa.
Il Gruppo Dirigente porta avanti la propria strategia, hanno elaborato una strategia di attuazione e formulato un piano per realizzarla. Tutte decisioni avvenute nel Consiglio di Amministrazione, quindi il Governo è complice di queste scelte”, sottolineano i sindacati.

E se l’amministratore delegato ha ribadito che “la scelta di disinvestire non è motivata da una contingente necessità di fare cassa, ma da una precisa visione strategica del futuro, di quelle realtà che non possono trovare in Finmeccanica un azionista utile per supportare le loro necessità di sviluppo a medio lungo termine” e che “le cessioni non saranno distruttive ma consentiranno di continuare a crescere anche nel nuovo assetto proprietario”, le organizzazioni sindacali replicano che la cessione di Ansaldo Energia, sia di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts nasconda la mera vendita alla concorrenza e a chi interessa solo il mercato. “Siamo convinti che questi settori possono essere pienamente valorizzati solo da chi può garantire le indispensabili dimensioni di scala e la necessaria continuità di investimenti nel tempo, da chi cioè ha tali attività nel proprio core business strategico”.