Quantcast
Economia

Dialogo a tre sul porto: il futuro di Genova passa dal mare

Genova. In un anno in cui l’economia generale sprofonda nella crisi più nera, il porto di Genova si smarca e mette il segno più davanti. Aumentano i traffici e le esportazioni, mentre si contraggono le importazioni.

E’ la fotografia fatta oggi dal presidente della Regione Claudio Burlando, di ritorno dalla visita istituzionale con il presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo, e del neo sindaco Marco Doria. Un lungo pomeriggio di “full immersion tecnica”, come l’ha chiamata Merlo, per prendere coscienza delle situazioni in essere, de volume dei traffici e delle condizioni dei singoli terminal, oltre che per “per comprendere la fase positiva” che il porto sta vivendo.

“In un anno in cui tutto va male – ha commentato Burlando – il porto va bene, gli operatori registrano infatti traffici maggiori rispetto allo scorso anno”. Sta ripartendo il Nord Africa, in particolare la Libia, più stentata invece la Tunisia, e con i contenitori che “vanno bene ovunque”. Calata Sanità Bettolo in due anni sarà finita, in tre anni Ronco Canepa. “A distanza di tre anni il porto raggiungerà i livelli del piano regolatore 2001”, sottolinea il Governatore.

Una visita per tutto il lungo porto, con gli occhi puntati sul ribaltamente a mare, il Vte, la Darsena, in generale sulla parte commerciale. Poi la discesa a Voltri, dove Burlando ha trovato “Un terminal molto tonico, fa 100 mila teu al mese. Il quarto modulo finirà a ottobre, poi partirà il sesto, in un anno e mezzo sarà a regime”. Poi una tappa al terminal Spinelli con gli operatori di Sampierdarena per più di un’ora. “Gli operatori hanno molto apprezzato il dialogo con noi autorità, a dispetto del passato c’era un clima insolitamente collaborativo anche fra di loro”, ha raccontato il Governatore. “Abbiamo raccolto da tutti giudizi positivi, segno di una grande collaborazione tra il mondo lavoro e dell’impresa e l’Autorità Portuale”.

I risultati sono due: crescono i volumi dei traffici in un’economia in crisi e, altro dato, specifico su Genova “crescono le esportazioni, si contraggono le importazioni, in un equilibro perfetto tra imbarco e sbarco che ottimizza le operazioni portuali. Non ci sono dati così positivi nei porti vicini – sottolinea ancora Burlando – il lungo lavoro su dragaggio e il poter ospitare navi molto grandi, dà i primi risultati importanti. Rispetto alle aspettative, Genova ha quasi un terzo di traffici in più, il 30-35%”.

Un’ottima partenza, la visita-incontro secondo Merlo. “Ci daremo un metodo di lavoro comune, con la volontà dei tre enti di operare in sintonia per il bene della città e del porto”.
Nessuna indiscrezione sul piano regolatore portuale, il primo legato alla Vas che sarà presentato a fine mese: “è un tema troppo complesso, oggi era giusto vedere le situazioni in essere, i traffici le condizioni dei singoli terminal”. Ma sottolinea il presidente dell’Autorità Portuale “Non sarà un piano prendere o lasciare, questo fa parte del passato, la nostra è una sfida e l’obiettivo è concludere la discussione nel giro di un anno per arrivare in breve all’adozione”.

E se per legge piano urbanistico e portuale non possono essere integrati la collaborazione tra “Comune e porto, sarà forte, tramite Urban Lab o con altri strumenti”.

E il porto, “un’opportunità strategica sul piano nazionale” secondo il sindaco Marco Doria, non si proietterà più a ponente, ma sul mare. “Dovrà essere un porto sempre più efficiente e funzionante, favorendo l’afflusso e il deflusso merci e recuperando spazi a mare, come del resto nel disegno di Piano”, anche se con condizionamenti evidenti come la diga foranea, “che ora è un limite e il cui spostamento al momento è fuori portata. Ma non siamo né alla Spezia né a Rotterdam – ha ricordato Doria – il paesaggio è ben diverso. Da una parte abbiamo Corso Italia e la Fiera, dall’altra Vesima e Cogoleto. Quello di Genova è un porto unico in Italia per caratteristiche economiche intrinseche: è un porto passeggeri, di cantieri navali, e di traffici commerciali”.

Nessun accenno poi alle infrastrutture, bruco compreso. “Ipotesi suggestiva e che guarda al futuro, ma da valutare approfonditamente”. Un sì invece per il ribaltamento. “Condivido i progetti che possano consentire una prospettiva per le attività industriali in città – ha detto Doria – sia dalle novità come Ericsson ad Erzelli, sia quelle radicate nella storia come le riparazioni navali”.

Oggi, è la sintesi del neo sindaco, “non abbiamo deciso niente, ma abbiamo discusso e avviato un rapporto con operatori, ma anche con i lavoratori. Al Vte erano presenti infatti anche il console e il viceconsole Culmv, “rappresentanti fondamentali del mondo del lavoro operaio e portuale, tutti interlocutori obbligati del Comune”, ha concluso il sindaco.